Anziano per ore in barella, la denuncia della figlia: "Caos pronto soccorso"

L’uomo ha passato un intero pomeriggio in attesa e chiedeva di poter bere. Il racconto: "Una folla nella sala di aspetto e nessuno mi permetteva di assisterlo"

Una persona su una barella in ospedale (foto di repertorio)

Una persona su una barella in ospedale (foto di repertorio)

Pistoia, 21 dicembre 2023 – Sarebbe stato senza acqua da bere per diverse ore fino a quando con saturazione appena a 90 è dovuto scappare dal reparto del pronto soccorso per recarsi dalla figlia in sala da attesa e farsi dare una bottiglietta d’acqua. E’ la denuncia della figlia di un uomo che domenica 10 dicembre è stato portato d’urgenza all’ospedale San Jacopo perché non respirava. "Mio padre è venuto a trovarmi dalla Romania per restare un paio di settimane con me - racconta la figlia dell’uomo - Purtroppo in questo periodo si è ammalato e la situazione è talmente precipitata che domenica 10 dicembre abbiamo dovuto chiamare l’ambulanza. I volontari preoccupatissimi per la sua saturazione a 83 e con una polmonite in corso lo hanno trasportato in emergenza al pronto soccorso intorno alle 17". Da lì per la figlia e l’uomo sarebbe partito un vero calvario. "Dopo ore dall’arrivo mio padre in reparto e io in sala d’attesa, lo sentivo urlare da fuori - prosegue la familiare - Chiedeva in rumeno dell’acqua, e diceva la stessa parola in italiano, l’unica che conosce. Nessuno gli dava ascolto così ho chiesto all’infermiera di poter entrare per assisterlo anche nel capire cosa stavano facendo i medici ma sono stata mandata via in malo modo. Dopo un po’ lo vedo aprire violentemente la porta della sala d’attesa per chiedermi disperatamente dell’acqua con l’infermiera che lo inseguiva. Ho fatto appena in tempo a lasciargli la bottiglietta che, tra l’altro. ho dovuto acquistare in un bar vicino all’ospedale perché il distributore in sala d’attesa era vuoto. L’ho visto andare via scortato dal personale mentre mi diceva in romeno che quel reparto era come una prigione".

Non solo: anche negli spazi esterni del dipartimento di emergenza mancava personale secondo la donna, che è stata lì per diverso tempo. "Un bambino in attesa di essere visitato ha vomitato proprio davanti alle sedie - aggiunge la donna - Quel vomito è rimasto lì per non so quante ore, siamo stati noi parenti in attesa a coprirlo con della carta ma l’odore era nauseabondo e nonostante questo, nessuno è venuto a pulire". Il padre della donna è poi stato ricoverato in ospedale alle 10 del mattino seguente. "Capisco che infermieri e medici siano oberati di lavoro, ma in questo caso volevo solo dare una mano a mio padre che non comprende l’italiano".