Pisa, 6 luglio 2019 - Ventimila persone hanno partecipato al Toscana Pride di Pisa, l'evento che rivendica l'orgoglio omosessuale a quarant'anni dalla prima manifestazione Toscana, che si svolse proprio nella città della Torre. Una miriade di associazioni provenienti da tutta la Toscana. Molte anche le rappresentanze istituzionali locali, a cominciare dal sindaco di Livorno Luca Salvetti alla vicepresidente della Regione Monica Barni.

In tutto una novantina i rappresentanti delle istituzioni locali, "molti con fascia tricolore e gonfalone", come spiegano gli organizzatori della manifestazione in un comunicato.

Tra le associazioni presenti l'Anpi e la Casa della Donna di Pisa. Per quanto riguarda la sicurezza, la Pubblica Assistenza ha vigilato con quattro ambulanze insieme a polizia, vigili urbani e carabinieri. La manifestazione è stata ripresa anche da un drone. Un lungo corteo dunque, partito poco dopo le 16 dalla zona della stazione con destinazione piazza Carrara. 

"Pride bellissimo in una città che non merita una amministrazione così distratta e lontana dai suoi cittadini". L'ha dichiarato all'AGI Monica Cirinnà, senatrice Pd e paladina dei diritti gay, facendo un chiaro riferimento al Comune di Pisa, targato Lega. Anche la Cirinnà era in marcia nel Toscana Pride. Battaglia politica dunque intorno al Toscana Pride. Il sindaco Michele Conti aveva rivendicato la decisione di uscire dalla rete Ready, la rete cioè contro le discriminazioni di genere.

 Per le strade della città, tanti pisani, tantissimi studenti e anche tanti turisti. Alla testa del corteo, a tenere lo striscione del comitato organizzatore, c'erano anche Porpora Marcasciano, attivista transfemminista e presidente onoraria del Mit-Movimento Identità Trans, e Andrea Pini, attivista del Collettivo Orfeo che coordinò l'organizzazione del corteo del 24 novembre 1979 a Pisa.