Franca e Tonino Pantaleo e, nel riquadro, il figlio Francesco
Franca e Tonino Pantaleo e, nel riquadro, il figlio Francesco

Pisa, 1 agosto 2021 - Un corpo «fortemente carbonizzato». Il medico legale, professor Marco di Paolo, ha spiegato, dopo aver fatto un primo esame, che i resti rinvenuti in via di Pescina domenica intorno alle 19.30 erano molto bruciati (come scriviamo anche nelle pagine nazionali). Difficile, dunque, stabilire, senza l’autopsia (che sarà fatta a breve) le cause della morte. Anche perché la tac e l’esame esterno non avrebbero evidenziato ferite o colpi violenti prima del fuoco.

In un primo momento, sulla base dei rilievi e delle indicazioni date dai sanitari la sera del ritrovamento, si era detto che i resti potessero appartenere a una persona di colore e sui 40-50 anni. Ma già nel pomeriggio di lunedì – ricostruisce il procuratore capo di Pisa Alessandro Crini – dopo le indicazioni del medico legale sull’altezza del cadavere, intorno al metro e 80 e sul colore della sua pelle, «si provvedeva immediatamente a connettere, nel doveroso riserbo, dette indicazioni con la scomparsa del giovane studente siciliano Francesco Pantaleo, formalizzata presso la Questura di Pisa, da parte dei genitori, nello stesso pomeriggio del 26 luglio». Il 27 sarebbe dovuto cominciare l’appello della sua laurea «data che però non risulta», ci aveva detto papà Tonino. 

Martedì, nuove indagini e il prelievo del Dna anche dalla mamma. Il giorno dopo, l’incarico alla dottoressa Isabella Spinetti, che dirige il laboratorio di Genetica Forense 2 (Unità operativa Medicina legale) di Pisa. E il risultato arrivato con «lodevole tempestività» in 48 ore. Procuratore che sottolinea che «nessun’altra alternativa è stata concretamente sperimentata». In particolare quella del tunisino scomparso da Lucca il 21 giugno. Il fratello, che abita e lavora a Pisa, aveva lanciato un appello e temeva che il cadavere potesse essere il suo. Poi annuncia che «gli approfondimenti proseguono per quanto occorre».

S’indaga, adesso, tecnicamente, per istigazione al suicidio, un’ipotesi di reato che permette di cercare di chiarire i punti ancora aperti. Dalle scarpe mai ritrovate, al combustibile non rinvenuto. Ma anche l’ora del decesso. Francesco era uscito da casa la mattina di sabato e il suo corpo è stato scoperto domenica alle 19.30. Che cosa ha fatto nel frattempo? E’ morto subito e nessuno ha notato i resti? Oppure ha vagato per un po’ passando la notte fuori?. Qualcuno dei residenti ha detto di aver sentito odore di bruciato il sabato sera. Altra domanda: a che cosa gli sono serviti quei soldi che aveva con sé? Prima di andarsene, avrebbe cancellato alcuni dati dal suo computer e provato a eliminare la geolocalizzazione dal telefonino (lasciato poi nell’abitazione). Sembrerebbe un tentativo di far sparire ogni sua traccia fisica e non solo. Intanto, è stata sequestrata la sua camera, dove fino a poco fa aveva dormito la madre per essere ancora più vicina al figlio. E si stanno passando al setaccio le telecamere per ricostruire il suo percorso. E dare un perché a una grande tragedia.