di Guglielmo Vezzosi PISA E’ stato tra i sindaci che, nel periodo recente, hanno dato più senso a un’idea di città e del suo sviluppo delineando orizzonti di crescita – ad esempio nello strategico settore della valorizzazione dei tesori d’arte e della conseguente attrattività turistica di Pisa – che si poi pienamente realizzati negli anni seguenti al suo mandato continuando a produrre benefici nel tempo. Paolo Fontanelli oggi appartiene alla formazione Articolo Uno del ministro Roberto Speranza ed è un osservatore attento dell’attualità politica. Onorevole Fontanelli, come esce Pisa dal lockdown? "Indubbiamente la nostra città vive una fase di forte difficoltà. Sul piano economico innanzitutto, ma anche su quello della socialità e della qualità della sua offerta in termini di qualità dei servizi, particolare per le attività di studio e di formazione". Senza studenti e turisti la città appare vuota.... "Desolatamente vuota. Non ci sono turisti né studenti, ma anche gli uffici amministrativi, compresi quelli che hanno una funzione di rapporto con i cittadini, sono in gran parte chiusi. Si va solo per appuntamento. Tutto ciò non si combina bene con il fatto che le...

di Guglielmo Vezzosi

PISA

E’ stato tra i sindaci che, nel periodo recente, hanno dato più senso a un’idea di città e del suo sviluppo delineando orizzonti di crescita – ad esempio nello strategico settore della valorizzazione dei tesori d’arte e della conseguente attrattività turistica di Pisa – che si poi pienamente realizzati negli anni seguenti al suo mandato continuando a produrre benefici nel tempo. Paolo Fontanelli oggi appartiene alla formazione Articolo Uno del ministro Roberto Speranza ed è un osservatore attento dell’attualità politica.

Onorevole Fontanelli, come esce Pisa dal lockdown?

"Indubbiamente la nostra città vive una fase di forte difficoltà. Sul piano economico innanzitutto, ma anche su quello della socialità e della qualità della sua offerta in termini di qualità dei servizi, particolare per le attività di studio e di formazione".

Senza studenti e turisti la città appare vuota....

"Desolatamente vuota. Non ci sono turisti né studenti, ma anche gli uffici amministrativi, compresi quelli che hanno una funzione di rapporto con i cittadini, sono in gran parte chiusi. Si va solo per appuntamento. Tutto ciò non si combina bene con il fatto che le aziende produttive lavorano, certamente con le dovute misure di sicurezza, ma i lavoratori sono presenti; oppure con le presenze che oggi vediamo sulle spiagge nei fine settimana".

Come uscirne?

"Serve una visione, serve progettare una risposta alla crisi, senza la quale è difficile capire dove si va. Penso al turismo. Pensiamo che basti promuovere l’immagine della Torre per far tornare i turisti ? Quell’immagine bellissima ma che tante volte abbiamo definito “limitante” perché Pisa “non è solo la Torre”? Qual è l’offerta turistica in termini culturali e di opportunità di accoglienza e di servizi con cui Pisa va alla competizione con le altre città storiche italiane nei mesi prossimi ? Chi si fa carico di questo problema visto che i flussi turistici, almeno quest’anno, saranno prevalentemente italiani ? Quello che penso è che manca una regia, un luogo, un tavolo, a cui chiamare tutti i soggetti interessati per elaborare e definire proposte, pacchetti di offerta condivisi".

Cambiamo tema, le elezioni regionali. Una previsione...

"Sulla carta sembra in vantaggio Eugenio Giani, così dicono i sondaggi, ma niente è scontato. In Toscana la battaglia si vince al primo turno e il centrodestra alle ultime Europee ha preso più voti del centrosinistra e inoltre nella coalizione che sostiene Giani non mancano problemi e differenziazioni".

Lei sarà della partita?

"Io mi auguro che vinca il centrosinistra e mi impegnerò per questo sostenendo la lista unitaria "Sinistra, civica, ecologista", non quella di Fattori che frammenta e divide e fa crescere il rischio di una Toscana in mano al leghismo e alla destra. La lista "Sinistra, civica, ecologista" ha stabilito il collegamento e il sostegno con Giani sulla base di una propria, autonoma, caratterizzazione programmatica e sarà presentata a Pisa martedì 7 luglio alle ore 21.30 sulla terrazza della Leopolda, all’aperto e con le misure del distanziamento. Io la sosterrò da fuori, senza impegno diretto con candidature di alcun genere. Come ho detto in altre occasioni: ho già dato, sono contento di quello che ho fatto, e mi basta, quando posso, fare la battaglia delle idee".

Qualcosa da cui guardarsi?

"Credo che nelle prossime elezioni regionali sia in ballo un’idea della Toscana non molto benevola verso la nostra città e l’area della costa. Del resto negli ultimi cinque anni sull’area vasta costiera di sono fatte tante chiacchiere ma pochi fatti. Quello che si è visto concretamente è un processo di accentramento dell’attenzione su Firenze. La vicenda dell’aeroporto di Peretola ne è una dimostrazione, ma non è la sola".

Rischiamo l’isolamento?

"Serve un progetto innovativo fondato sul l’obiettivo di mettere al centro una Toscana fondata ancora di più sulla qualità della vita e dei servizi, attrattiva perche’ ambientalmente bella e equilibrata, moderna perché aperta socialmente e avanzata sul piano del sapere e dello sviluppo digitale. Una qualità che genera nuova occupazione".

E veniamo alle liti in casa Pd, riesplose negli ultimi giorni.

"A sinistra, purtroppo, c’è un eccesso di frammentazione e una difficoltà che in gran parte deriva dal processo contraddittorio che ha investito il PD dopo le elezioni del 2013. L’avvento alla segreteria di Matteo Renzi, che all’inizio aveva l’apparenza di un processo di rinnovamento, in realtà ha portato alla distruzione del partito in quanto forza organizzata e collegiale, e in tre anni ha bruciato una parte rilevante del patrimonio di credibilità e di fiducia che aveva il Pd, soprattutto verso il mondo del lavoro, e lo ha portato alla drammatica sconfitta elettorale del 2018. Poi, dopo il congresso che ha eletto Zingaretti ha pensato bene di andarsene e fare un nuovo partito".

Non è morbido con i renziani...

"Questa esperienza ha lasciato dietro di sé, nel Pd, una ambiguità ancora in essere: una buona parte degli esponenti legati “culo e camicia” a Renzi sono rimasti nel PD con la stessa mentalità, gli stessi propositi, gli stessi obiettivi di prima. Non c’è stata una vera riflessione critica sulle ragioni di quella sconfitta. E difatti non mancano i casi di un vero e proprio gioco di sponda con Italia viva, il nuovo partito di Renzi".

Da qui le dimissioni di un uomo come Cerri.

"La viceda delle dimissioni di Cerri ha le sue motivazioni in questa situazione. Tuttavia non entro nel merito del loro dibattito interno, mi limito a due considerazioni. La prima è che se non risolvono quella ambiguità è assai difficile che il PD recuperi credibilità. La seconda è che tutta la sinistra si trova oggi costretta in un sentiero stretto e difficile, com’è quello del sostegno ad un governo nato per ragioni di emergenza e di necessità, tuttora privo di un disegno e di una alleanza strategica, e quindi estremamente debole".