Antonio Logli lascia il tribunale di Pisa con i suoi avvocati, 6 marzo 2015. ANSA/FRANCO SILVI
Antonio Logli lascia il tribunale di Pisa con i suoi avvocati, 6 marzo 2015. ANSA/FRANCO SILVI

Pisa, 10 luglio 2019 - "Non è giusto". Un urlo squarcia la notte nella zona di Cisanello, nel bed and breakfast della famiglia Logli dove Antonio insieme alle persone a lui più vicine ha atteso la sentenza della Cassazione. Conferma della condanna a vent'anni: con il terzo grado di giudizio svolto, l'uomo va in carcere. Le urla sono quelle della compagna dell'uomo, Sara Calzolaio, che vive con lui ormai da tempo. Ci sono stati momenti di grande sconforto, Logli stesso l'ha avuto. Poi, secondo quanto riportato dalla trasmissione tv Quarto Grado, è stato lui a fare forza a tutti, mentre una prima pattuglia di carabinieri in borghese entrava nello stesso bed and breakfast. Che Logli aveva scelto come luogo in cui trascorrere le ore prima della sentenza per allentare la tensione nella casa di famiglia di Gello di San Giuliano Terme. Un pomeriggio sospeso quello nel bed and breakfast, in cui la famiglia ha atteso con tensione la sentenza. Poi la notizia e quelle urla.