Remo Bodei
Remo Bodei

Pisa, 8 novembre 2019 - E' morto nella sua casa a Pisa, giovedì in serata. E, un attimo dopo, il mondo del web già lo piangeva. Remo Bodei e il suo pensiero hanno rappresentato la città della Torre in Italia e all’estero. E non solo, era anche direttore scientifico del festival Con-vivere. Aveva 81 anni il conosciutissimo filosofo, cagliaritano di nascita, che si era laureato all’Università di Pisa. Aveva perfezionato la sua preparazione teoretica e storico-filosofica all’estero. Aveva inoltre conseguito il diploma di perfezionamento della Scuola Normale Superiore dove ha insegnato a lungo. È stato docente anche all’università della California (UCLA) fino a poco tempo fa. Era uno dei massimi esperti delle filosofie dell’idealismo classico tedesco e dell’età romantica.

Lascia la moglie Gabriella, pisana, professoressa di lettere classiche, ancora in servizio, due figlie, Chiara, professoressa associata a Informatica, che è anche alla direzione del polo museale universitario; Lisa, oncologa che, dopo avere lavorato allo IEO di Veronesi, attualmente svolge la professione a New York.
«Bodei era anche l’anima del Festival della Filosofia a Modena - ricorda chi lo conosceva bene - Quest’anno non ce l’ha fatta, purtroppo, ad intervenire, stava già male. Ma è riuscito a terminare il suo nuovo libro, l’ultimo che regalerà ai suoi tanti studenti e non solo».

Filosofo di una ragione laica, sulla scia di Ernst Bloch, autore di un testo chiave come ‘Ateismo nel cristianesimo’, Bodei era difinito il ’filosofo del dialogo’. Molti suoi lavori – tradotti in altrettante lingue – hanno per oggetto lo spessore e la storia delle domande che riguardano la ricerca della felicità del singolo, le indeterminate attese collettive di una vita migliore, i limiti che imprigionano l’esistenza entro vincoli politici, domestici e ideali.

Tra i primi a ricordarlo, l’assessore (a Volterra) Dario Danti: «Il mondo della cultura perde un grande maestro». Molte già le testimonianze, soprattutto fra coloro che lo hanno avuto come docente. «Appena appresa la notizia, ne piango come della morte di un mio caro. Inarrivabile maestro, professore dall’intelligenza incomparabile. Seguire le sue lezioni e avere la sua firma sul mio libretto: per me una delle più belle emozioni del percorso universitario. Siamo sempre più soli».

E ancora: “Una notizia assai dolorosa. Remo Bodei era un grande filosofo dotato di grande e viva umanità. L’ho incontrato la prima volta nella discussione della mia tesi: il suo intervento fu una prolusione su Hannah Arendt, come se si trovasse ad un convegno, e non alla consegna di un titolo ad una giovane ancora filosoficamente immatura. L’ultimo incontro è stato durante l’edizione di Leggere la città 2016, quando fui chiamata a presentarlo. Ora ho sulla scrivania il suo ultimo libro “Dominio e sottomissione”, che mi accingo ad aprire sicura di imparare e capire nuove cose, e antiche”, scrive una sua studentessa. «Una grande perdita per la cultura italiana tutta e, ovviamente per la città di Pisa che lo aveva adottato molti anni fa».

"Leggo ora la ferale notizia che è morto il filosofo Remo Bodei. Con lui ho dato tre esami all'Università di Pisa. Era un piacere ascoltare le sue lezioni affollatissime e godere del suo immenso sapere e della sua sottile ironia, della sua intelligenza critica, della sua voce lieve e roca e del suo sguardo mite. Addio caro professore, continueremo a leggere i tuoi bellissimi libri e, per quello che si può, ad alimentarci del tuo pensiero. Ti sia lieve la terra". Così il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi ha voluto esprimere il suo personale ricordo di Remo Bodei.

an. cas.
© RIPRODUZIONE RISERVATA