Quotidiano Nazionale logo
Quotidiano Nazionale logo
la Nazione logo
2 ago 2022
2 ago 2022

Pisamo cede la ‘Sesta Porta’ Bottone: "Ora conti in ordine"

L’amministratore unico: "Sviluppo Pisa acquisita da Valdarno, sanati i debiti che avevamo ereditato"

2 ago 2022

L’amministratore unico di Pisamo, Andrea Bottone, e il liquidatore di Valdarno, Matteo Dell’Innocenti, hanno siglato davanti al notaio, Margherita Caccetta, l’atto di compravendita per il passaggio del 100% delle quote di Sviluppo Pisa, società proprietaria della Sesta Porta, finora detenute da Pisamo, alla Valdarno, la società interamente partecipata dal Comune, dopo avere liquidato i soci privati, che si occupa per lo più di operazioni immobiliari. Questo consente a Pisamo di liberarsi di un asset gravato da una situazione debitoria enorme. Il valore dell’operazione è riconducibile alle perdite di Sviluppo Pisa: Valdarno, riconosce a Pisamo per l’acquisto delle quote un assegno di 7mila euro e si impegna a ripianare i debiti della società appena acquistata verso Pisamo che ammontano a circa 8 milioni di euro.

"Questa cessione - ha spiegato Bottone - consente a Pisamo di stabilizzarsi dal punto di vista finanziario, perché una voce importante del nostro bilancio era appunto rappresentato dal credito che avevamo nei confronti di Sviluppo Pisa, nonostante grazie al nostro lavoro siamo riusciti a risolvere il difficile contenzioso con Ingv ereditato dalla precedente amministrazione. Oggi Sviluppo Pisa ha un valore delle rate di mutui, tuttora accesi, che è pari agli affitti che introita". Sviluppo Pisa finirà nel patrimonio di Valdarno con una procedura di incorporazione e la società con sede in via Bellatalla a Ospedaletto agendo per lo più sul piano immobiliare, secondo la ratio dell’intesa raggiunta con la regia del Comune, avrà maggiori possibilità per condurre operazioni immobiliari legate a compravendite o locazioni. "E’ una buona soluzione per tutti - conclude Bottone - perché pochi giorni dopo il mio insediamento le banche ci avevano chiesto di rientrare rispetto alla pesante situazione debitoria di Sviluppo e che avevamo ereditato. Al mio ingresso c’erano rate di mutui pari a un milione di euro a fronte di 300 mila di rendite di locazione. Ora invece lascio una società con i conti in ordine".

© Riproduzione riservata

Iscriviti alla newsletter.

Il modo più facile per rimanere sempre aggiornati

Hai già un account?