
"Ospedalino di Navacchio a rischio, troppi costi"
L’ospedale di comunità di Navacchio è a rischio di tenuta finanziaria. E l’allarme lo lancia direttamente il presidente della Misericordia, Luigi Nannipieri: "Così non si può più andare avanti. O si adeguano già dalle prossime settimane le tariffe giornaliere oppure dobbiamo smettere di ricoverare i pazienti che ci inviano le strutture sanitarie del territorio. Abbiamo già rappresentato il problema alla Asl e all’Aoup con le quali abbiamo avuto un incontro. Restiamo in attesa di risposte entro fine mese". Il nodo è la differenza di costi che al momento sono a carico della Misericordia perché i rimborsi del sistema sanitario regionale non sono sufficienti a coprire le spese. "Una delibera del 2017 - spiega Nannipieri - fissa questi rimborsi a 132 euro al giorno, ma si tratta di costi ormai superati e con l’adeguamento dei contratti nazionali alla cooperativa (che vale un incremento di circa il 10% sul monete stipendi) questa cifra non copre le spese che siamo costretti a sostenere. Le tariffe per gli ospedali di comunità non sono tutte uguali su scala nazionale, perché quelle toscane sono più basse rispetto ad altre regioni come Lombardia, Liguria ed Emilia Romagna che sono fissate a 154,75 euro a paziente". Il presidente della Misericordia snocciola le cifre per far capire le difficoltà: "Sosteniamo 18 mila euro di spese mensili solo per farmaci e presidi sanitari. Costi fissi ma noi riceviamo annualmente rimborsi intorno ai 164mila euro dall’Asl, a fronte di oltre 200 mila euro di spese. E’ chiaro che così non è più possibile garantire il servizio. Chiediamo solo di raggiungere il pareggio d’esercizio tra entrate ed uscite, altrimenti così mettiamo a repentaglio il bilancio dell’intera Misericordia, che è una onlus che si regge sul lavoro dei volontari e non possiamo farci carico anche delle spese che invece dovrebbe sostenere il servizio sanitario pubblico per assicurare l’assistenza ai cittadini". Quindi come se ne esce: "C’è una sola strada - conclude Nannipieri - ed è quella di aumentare la quota dei rimborsi. Il pubblico non può scaricare su di noi i costi del servizio. Auspico che si trovi una soluzione entro la fine del mese, altrimenti saremo costretti a interrompere i ricoveri dei pazienti". Preoccupata anche la sinistra radicale, Potere al Popolo: "E’ una struttura che offre un importante servizio sanitario offrendo cure di bassa intensità (40 posti letto), con l’ospedale di comunità, che al suo interno vede operare infermieri e medici di famiglia per visitare i pazienti (30 posti letto). La sanità pubblica cade a pezzi e si avvia in silenzio verso la privatizzazione".
Gabriele Masiero