ENRICO MATTIA DEL PUNTA
Cronaca

L’omicidio di Pisa. "Voleva sedare una rissa ed è stato ammazzato, ora vogliamo giustizia"

L’appello dei fratelli del tunisino assassinato a coltellate vicino alle Poste: "Ilyes non era uno spacciatore e non aveva nemmeno precedenti penali". Fermato un georgiano, un altro è ancora ricercato. Indagano i carabinieri

Ilyes Amri, 25 anni, tunisino, è stato ucciso a coltellate venerdì notte in piazza Vittorio Emanuele, pieno centro storico di Pisa

Ilyes Amri, 25 anni, tunisino, è stato ucciso a coltellate venerdì notte in piazza Vittorio Emanuele, pieno centro storico di Pisa

Pisa, 8 gennaio 2024 – “Ilyes non era uno spacciatore, vogliamo giustizia". A intervenire sul caso di Ilyes Amri, il ragazzo ucciso venerdì notte da una serie di coltellate nel centro di Pisa, sono i suoi due fratelli entrambi residenti in città. Un omicidio per il quale i carabinieri di Pisa, nelle ore scorse, hanno proceduto con il fermo di un 32enne georgiano che sarebbe ritenuto indiziato di delitto. Ma si cercherebbe anche un secondo uomo e le indagini sono in pieno svolgimento, concentrate sulla zona stazione, area frequentata anche da tossicodipendenti, spacciatori e altre persone che bivaccano tra alcol e marginalità.

Secondo la versione della famiglia, però, venerdì notte, la vittima si trovava seduta sullo scalino dell’ingresso delle Poste Centrali, in piazza Vittorio Emanuele. "A seguito di una rissa tra un gruppo di tunisini e di georgiani - hanno raccontato i due fratelli che ieri, a Pisa hanno incontrato Said Talbi, coordinatore dello sportello dell’Unità Migranti di Pisa e cui hanno raccontato la loro versione dei fatti -, Ilyes ha cercato di mettersi in mezzo per calmare le anime". È a quel punto che secondo i due fratelli, tra lanci di bottiglie e minacce, il giovane è stato ucciso.

"Vogliamo che le forze dell’ordine facciano chiarezza sull’omicidio – è quanto chiedono -. Vogliamo che sia fatta giustizia per tutta la nostra famiglia e soprattutto per nostra madre e nostra sorella, che aspettano il ritorno della sua salma in patria". Nel frattempo, come detto, la scorsa notte un georgiano è stato sottoposto a fermo di indiziato di delitto dai carabinieri di Pisa per l’omicidio. L’uomo è sospettato insieme a un connazionale tuttora ricercato di avere aggredito il tunisino, anche se non è ancora chiaro il movente. Il georgiano in cella è stato rintracciato dai carabinieri della sezione operativa della compagnia di Pisa con l’ausilio dei colleghi del nucleo investigativo. Lo straniero sarà interrogato nei prossimi giorni anche se, stando a quanto si è appreso, all’appello mancherebbe proprio l’uomo che avrebbe sferrato il colpo mortale alla vittima.

Secondo gli investigatori, la vittima era nota alle forze dell’ordine per piccoli reati. Ilyes Amri, racconta di lui la famiglia, era nato a Kairouan il 23 dicembre 1996 ed era arrivato in città nel 2018. Lavorava saltuariamente nel campo nell’edilizia, in attesa del riconoscimento della protezione internazionale per ottenere il permesso di soggiorno. Secondo di cinque figli, Ilyes viveva con uno dei due fratelli a Pisa. Mentre la madre e la sorella vivono in Tunisia.

"Abbiamo letto sui giornali – tengono a precisare i due fratelli - che il luogo dove è stato ammazzato Ilyes è frequentato da spacciatori, delinquenti e tossici, quindi la sua morte sarebbe legata a questioni inerenti allo spaccio, ma non è così. Nostro fratello non era uno spacciatore e non aveva precedenti. Era incensurato".

Oggi la famiglia nominerà un avvocato, mentre nei prossimi giorni verrà organizzato un momento dedicato al ricordo del giovane ucciso. La zona adiacente alla stazione centrale di Pisa è da tempo un punto critico per la sicurezza; residenti e commercianti denunciano continuamente risse e regolamenti di conti tra bande di spaccio.

Il sindaco Michele Conti ha chiesto "una maggiore incisività delle forze di polizia presenti sul territorio. Per combattere il degrado che fa da contesto a episodi tragici come questo, l’amministrazione sì è impegnata su più fronti: costituendo all’interno della polizia municipale il Nosu, che in questi anni ha assicurato un maggiore controllo e la prevenzione dei reati anche attraverso denunce e arresti, ma anche investendo nella riqualificazione di zone difficili come il quartiere Stazione e il viale Gramsci: dobbiamo raddoppiare gli sforzi e l’impegno per garantire la sicurezza e la legalità necessaria che sono alla base del vivere civile".