
Il discorso di Aldo Agroppi alla squadra prima dell’inizio del campionato 1981-1982 (foto concessa Associazione Cento)
E’ morto ieri nell’ospedale di Piombino Aldo Agroppi; avrebbe compiuto 80 anni fra quattro mesi. Agroppi fu dapprima un calciatore di buone doti e poi un tecnico che i tifosi pisani non potranno dimenticare perché fu l’autore della prima promozione in Serie A del Pisa targato Romeo Anconetani alla fine del campionato 1981-82. Quella non fu tuttavia un’annata facilepoiché dopo il pareggio casalingo con Varese – il 15 novembre, il settimo consecutivo – Agroppi manifestò il proposito di dimettersi. Aveva avuto un duro scontro con il boss nerazzurro che il suo carattere fumantino non poteva sopportare. Superò tuttavia la crisi e rimase alla guida dei nerazzurri nei restanti sette mesi fino alla promozione.
Fors’anche perché, quando si sparse in città la voce che l’allenatore si sarebbe dimesso, una folto gruppo di giovani tifosi si radunò sotto la torre ritmando il ritornello "Aldo Agroppi, resta con noi… Agroppi resta con noi". La tifoseria era sconcertata dal fatto che nei tre campionati che avevano fatto seguito all’arrivo di Romeo alla guida del Pisa si fossero già alternati ben sette allenatori (Vitali, Mariani, Seghedoni, di nuovo Meciani, Carpanesi, Chiappella, Toneatto).
Nel corso della sua carriera Aldo Agroppi fu spesso frenato da due handicap: le ricorrenti crisi depressive (determinate forse dall’aver vissuto, giovanissimo, drammi familiari) e una irrefrenabile vis polemica che lo portò a litigare con larga parte del mondo del calcio, addirittura con un mostro sacro come Marcello Lippi. Era cresciuto nel vivaio del Piombino dal quale era stato prelevato nel 1961 dal Torino che gli fece fare le ossa in varie squadre; Genoa, Ternana, Potenza. Tornò al Toro nella stagione 1967-68, debuttando in Serie A il 15 ottobre in Torino-Sampdoria 4-2 (lo stesso giorno in cui perse la vita il grande Luigi Meroni). Dopo una militanza quasi decennale con i granata passò al Perugia, neopromosso in A. Alla fine del campionato 1976-1977 si ritirò dal calcio giocato dove aveva disputato anche cinque gare in Nazionale. Partendo dalle giovanili del Perugia, la sua carriera di allenatore finalmente era approdata nel 1981 al Pisa di Romeo Anconetani.
Pescara, Padova, Perugia, Fiorentina furono le altre tappe dopo aver lasciato i colori nerazzurri una volta conseguita la promozione. Con i viola entrò in frizione con un idolo della tifoseria come Giancarlo Antognoni. Era una lotta impari e Agroppi dovette cedere. Il declino, in larga parte causato dal suo carattere, toccò varie tappe: Como, Ascoli, di nuovo Firenze. Dopo il ritiro dal calcio attivo divenne un’opinionista molto ricercato per la sua lucida analisi del mondo del calcio non scevra, tuttavia, da punte polemiche come l’ostentata ostilità verso i colori della vecchia signora, la Juventus. Nel 2005 pubblicò un libro intitolato "A gamba tesa. Frustate e qualche carezza", un titolo che già diceva tutto del suo carattere mai domo.