Pisa, 27 settembre 2018 - E' stato domato l'incendio che da questa mattina stava minacciando la zona intorno a Lugnano, località nel comune di Vicopisano. Qui, in località Noce, era infatti ripresa una coda del rogo che da domenica sta flagellando il Monte Serra e i comuni di Calci e Vicopisano e che ora è totalmente sotto controllo. Adesso non vi sono nuovi fronti attivi e la situazione sta lentamente tornando alla normalità. A breve potrà dunque partire l'opera di bonifica degli oltre mille ettari di terreno andati distrutti dal fuoco. Da stamani è tornato regolare il traffico aereo dell'aeroporto di Pisa, rimasto chiuso per due giorni in seguito al rogo.

Intanto il presidente della regione Toscana, Enrico Rossi, dopo aver effettuato un sorvolo sull'area interessata dal rogo ha parlato di disastro ambientale: «Dopo una grande capacità di intervento da parte della Protezione civile, adesso si tratta di mettersi al lavoro per ripristinare i danni di quello che è stato un vero e proprio disastro ambientale». Rossi ha ribadito «la grande capacità di intervento da parte della Protezione civile regionale e l'altissima efficienza dimostrata dalle squadre regionali: tutte le operazioni di spegnimento sono state dirette dall'organizzazione regionale Antincendio boschivo come disposto dalla legge che ci attribuisce in ogni circostanza su questa materia la previsione, la prevenzione e lotta attiva degli incendi».

Ha poi evidenziato la grande competenza ed energia dimostrata dai sindaci e da tutti gli altri soggetti impegnati, dai vigili del fuoco ai militari, dai forestali ai volontari e alla protezione civile nazionale, che hanno contribuito «all'efficienza generale e al risultato ottenuto. Ottimo lavoro soprattutto nelle 12 ore prima dell'arrivo dei mezzi aerei, perché si è riusciti in qualche modo a contenere l'estendersi delle fiamme». Infine, Rossi ha ricordato che insieme ai sindaci si è discussa la richiesta dei danni «da presentare al Governo e per i privati è già stata aperta la possibilità di farlo tramite lo stato di calamità naturale: martedì ci sarà una riunione per gli interventi di salvaguardia così da impedire che si verifichino dilavamenti, frane, allagamenti dovuti al terreno diventato impermeabile». «Dobbiamo intervenire massicciamente prima della stagione delle piogge - ha concluso - e poi il bosco ricrescerà, faremo una manutenzione attenta, interventi selettivi con una pianificazione di qui ai prossimi dieci anni. Dico ciò che mi ha detto un'anziana accolta in un centro di ricovero per l'emergenza: per fortuna non siamo morti, a tutto il resto si rimedia»

FORZE IN CAMPO - Sono 35 le squadre dei vigili del fuoco presenti in zona e da stamani stanno operando due Canadair del Corpo e tre elicotteri della regione che hanno fermato il fronte di fiamma nella zona di Noce. Sono inoltre in corso attività di bonifica e verifiche nelle abitazioni e agli impianti di gas per consentire il rientro in sicurezza della popolazione.

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150 ETTARI DI ULIVI DISTRUTTI - «Circa 150 ettari di piante sono andati in fumo sul versante che va da Caprona a Cascina, in particolare nelle località di Crespignano, Noce e Lugnano». Così, in una nota, Alessandro Stassano, presidente di Confagricoltura Pisa secondo cui «ci sarà un perdita di circa 900 quintali di olio». «Una perdita notevole, che si ripercuoterà a lungo sui produttori della zona, soprattutto sulle realtà più piccole e meno strutturate - ha ripreso il numero uno dell'associazione degli agricoltori -. Considerando che ogni ettaro produce circa 25 quintali di olive per una resa di olio intorno ai sei quintali, si capisce che l'impatto economico di questo incendio sarà importante con la perdita di circa 900 quintali di olio».

«Il danno ambientale è ingente se pensiamo ai più di mille ettari di bosco che sono andati distrutti, oltre agli oliveti, ai campi di seminativo, ai castagneti, senza dimenticare che le fiamme hanno lambito anche alcuni agriturismi», evidenzia Francesco Miari Fulcis, presidente di Confagricoltura Toscana. «È ancora presto per stilare un bilancio definitivo in quanto il danno di ripercuoterà per lungo tempo. La nostra associazione si è già messa in moto per sostenere e aiutare i produttori a far ripartire le loro attività agricole».

LE STIME DI COLDIRETTI SONO AGGHIACCIANTI: "DIECIMILA ULIVI DISTRUTTI, 15 ANNI PER RIAVERE IL BOSCO" (clicca qui per andare all'articolo)

Intanto la procura procede con la sua inchiesta per incendio doloso. Il fascicolo è sempre contro ignoti, nessuna pista è trascurata. Sono state acquisite immagini dalle telecamere di sorveglianza presenti nella zona ma, secondo quanto si apprende, al momento non darebbero contributi decisivi. Il comandante provinciale dei carabinieri, Nicola Bellafante, ha precisato che «non esiste una lista di sospettati: raccogliamo informazioni e facciamo domande senza tralasciare alcuna ipotesi. Al momento non ci sono particolari sospetti su qualcuno». 

LA CERTOSA DI CALCI "MIRACOLATA" (clicca qui per il servizio e il video)

IL SINDACO IN PIEDI PER 44 ORE. E CONTRO IL ROGO ARRIVA ANCHE L'ESERCITO (clicca qui per andare all'articolo)

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LA REGIONE: DIVIETO DI ABBRUCIAMENTO -  Il settore forestazione della Regione Toscana ha istituito un nuovo periodo a rischio incendi che sarà valido fino al 10 ottobre, a causa del vento forte previsto anche nei prossimi giorni. Lo rende noto il presidente Enrico Rossi. Pertanto sarà vietato l'abbruciamento di residui forestali e l'accensione fuochi in tutta la regione.