Pisa, 15 novembre 2014 - E’ ARRIVATO in Procura il pasticcio delle Ex Stallette, descritto nero su bianco nelle 27 pagine della relazione firmata dal Rup-Responsabile Unico del Procedimento e consegnata, giovedì pomeriggio, ai consiglieri comunali dopo un lungo tira e molla. L’assessore Serfogli vuole vederci chiaro e ha portato alla magistratura la relazione perché verifichi se si possano configurare ipotesi di reato. Una relazione di cui ieri «La Nazione» riusciva a pubblicare significativi passaggi creando già i primi mal di pancia a Palazzo Gambacorti. Errori su errori e ritardi sia da parte degli uffici, ma anche «omissioni e inadempienze» della ditta appaltatrice emergono in sostanza dalla relazione del Rup, il dirigente Michele Aiello, che fa nomi e cognomi e, citando numeri e cifre, traccia i contorni di un pasticcio che a questo punto costerà al Comune almeno 490mila euro in più rispetto al previsto. Un aumento proposto, a conti fatti, dallo stesso Rup per poter finire i lavori dopo l’uscita di scena della ditta Rota, alle prese con un concordato preventivo, e deliberato dalla maggioranza del consiglio comunale, che peraltro si era opposta alla commissione d’indagine richiesta dalle opposizioni e che alla luce di questa pesante relazione avrebbe ancora la possibilità di fare un passo indietro e annullare in autotutela la delibera sui maggiori costi.

Il dirigente Aiello dichiara di aver avviato «il 16 aprile 2014 il procedimento di risoluzione del contratto all’impresa appaltatrice» più volte sollecitata con ordini di servizio a riprendere i lavori a più riprese sospesi senza motivazioni apparenti, la quale risponde il 18 aprile contestando «contenuto e addebiti e dichiarando di aver adempiuto diligentemente alle proprie obbligazioni contrattuali». Il Rup fa poi presente di aver «presentato tre richieste successive di danni al commissario giudiziale ogni qualvolta si quantificavano danni a carico del Comune: per partite provvisorie non ancora annullate in contabilità e pari a 83.350,94 euro, per difformi quantitativi tra i grafici e i computi e tra il progetto esecutivo e lo stato dei luoghi pari a 172.868,96 euro; per ritardo nell’esecuzione delle opere secondo quanto previsto nel cronoprogramma dei lavori per 252.889,82 euro; per maggiori oneri a carico dell’amministrazione per oneri della sicurezza, pari a 50 mila euro, e per il nuovo allestimento di cantiere, pari a 30 mila euro; per ulteriori difformità quantitative fra grafici e computi e progetto esecutivo e lo stato dei luoghi pari a 211.932,84 euro, per Iva e altri punto pari a 54.815,27 euro». «E quindi – conclude il Rup – per complessivi 855.857,83 euro». In sostanza il Comune vanta un credito di quasi un milione di euro e ora la questione si fa sempre più scottante, perché il caso da contabile e poi politico potrebbe assumere anche risvolti penali.