Sono ormai quattordici anni che si disputa all’ippodromo di San Rossore il premio di galoppo "Corpo Guardie di Città" ma potremmo dire che la corsa è sempre stata soprattutto un pretesto o, più correttamente, un’occasione per incontrare amici e autorità e tirare le fila del programma solidaristico portato avanti dall’istituto di vigilanza privata del quale è amministratore unico Mariano...

Sono ormai quattordici anni che si disputa all’ippodromo di San Rossore il premio di galoppo "Corpo Guardie di Città" ma potremmo dire che la corsa è sempre stata soprattutto un pretesto o, più correttamente, un’occasione per incontrare amici e autorità e tirare le fila del programma solidaristico portato avanti dall’istituto di vigilanza privata del quale è amministratore unico Mariano Bizzarri Ollandini. Si ricorderà, infatti, come negli anni trascorsi, nel pomeriggio in cui si disputava questa corsa, quasi sempre verso la fine della riunione quando il tempo è più clemente, si svolgeva nell’area del ristorante un buffet al quale seguiva una lotteria di beneficenza con ricchissimi premi. In seguito a lotteria fu integrata da un burraco, sempre con finalità benefiche. Ed è quanto sarebbe dovuto avvenire anche il 26 marzo scorso nel giorno nel quale la corsa era programmata. Le vicende legate al Covid cancellarono questa e altre giornate di corse a San Rossore e ieri si è disputata la versione forzatamente invernale del premio "Corpo Guardie di Città". Dopo le coppe consegnate da Mariano Bizzarri al proprietario e al fantino di Tarhun, il cavallo vincitore, è stato illustrato il programma solidaristico che il Corpo Guardie di Città ha realizzato nell’anno in corso rivolgendosi verso due direttrici. Dopo la corsa infatti sono stati virtualmente consegnati due assegni di mille euro ognuno alla GMA Onlus (Gruppo Missioni Africa per completare con una biblioteca la terza scuola nel villaggio di Mayo Koyo in Etiopia. Il secondo assegno è destinato alla Onlus La Città dei Bambini" di padre Ernesto Saksida per il progetto "Mani che aiutano", contribuendo all’iniziativa, organizzata dalla missione Ciudade Don Bosco di Corumbà (Brasile) e partita nel luglio scorso, che porta ogni mese soccorso a cento famiglie scelte fra le più bisognose, garantendo loro il cibo necessario. Ed ecco come una corsa di cavalli più anche diventare occasione di solidarietà.