Giulio Deangeli
Giulio Deangeli

Pisa, 23 settembre 2020 - Seconda laurea in due mesi per Giulio Deangeli, il giovane e talentuoso studente dell'Università di Pisa e allievo della Scuola Superiore Sant'Anna che sogna di sconfiggere le malattie neurodegenerative e per questo ha deciso di conseguire al più presto, in pochi mesi, quattro diverse lauree: medicina, ingegneria, biotecnologie e biotecnologie molecolari.

Dopo quella in medicina e chirurgia del 20 luglio scorso e le 5 borse di studio per il dottorato a Cambridge ottenute nel primo semestre di quest'anno, Deangeli si è laureato oggi con il massimo dei voti in biotecnologie.

«Mi sembra di vivere un sogno - ha commentato il giovane al termine della discussione - e devo ringraziare l'Università di Pisa e la Scuola Sant'Anna che con il loro ambiente stimolante e d'eccellenza mi hanno messo nelle condizioni migliori per dedicarmi allo studio e alla ricerca».

Per il rettore dell'Ateneo pisano Paolo Mancarella, «Giulio è oggi il vero ambasciatore dell'eccellenza universitaria pisana: è la dimostrazione di come Pisa sappia valorizzare e sostenere il talento, laureando giovani destinati a segnare il futuro del nostro Paese».

«I successi di Giulio possono incoraggiare tanti altri ragazzi di talento - ha aggiunto la rettrice della Sant'Anna, Sabina Nuti - nel proseguire i loro studi e spingerli a mettere le proprie conoscenze a servizio della collettività».

Quello di Deangeli è un percorso di studi articolatissimo per raggiungere lo scopo della sua vita di ricercatore: trovare risposte importanti per combattere e vincere le malattie degenerative come Sla, Parkinson e Alzheimer.

«Le malattie neurodegenerative sono un problema sociale di proporzioni immense e tremendamente complesso - ha concluso lo studente - e le competenze che ti dà la medicina non sono sufficienti per affrontarlo. Per questo ho sentito la necessità di seguire un percorso di studi multidisciplinare che mi permettesse di parlare la lingua del medico e quella dell'ingegnere e del biologo. Andrò all'estero per migliorarmi ulteriormente: a Cambridge potrò lavorare nel gotha mondiale della ricerca sulle neurodegenerazioni. Ma il mio obiettivo è di tornare a lavorare in Italia».