Un carcere (foto di repertorio)
Un carcere (foto di repertorio)

Pisa, 27 marzo 2020 - Bufera nel carcere Don Bosco di Pisa dove i sindacati degli agenti di polizia penitenziaria insorgono e chiedono tamponi per tutti, protezioni e tutele. Due poliziotti e una dottoressa sono risultati positivi al Covid-19, nei giorni scorsi, mentre il sindacato Ciisa riferisce che ci sarebbero circa 40 agenti con la febbre.

Sei invece sarebbero i detenuti nelle stesse condizioni. La protesta, che è sfociata oggi nella proclamazione dello stato di agitazione dei poliziotti iscritti al Ciisa, è nata dalle modalità con cui, all’interno della casa circondariale, è stata gestita l’emergenza Coronavirus. I sindacati puntano il dito contro il direttore da loro accusato dai sindacati “impedito” l’impiego dei Dpi, i dispositivi di protezione individuale, quindi mascherine, guanti etc…, al personale in servizio (medici, agenti, amministrativi etc.”), “per evitare – si legge in una nota - di innescare una reazione negativa da parte dei detenuti”. La penuria di questi dispositivi sarebbe una delle ragioni alla base di questa misura, per non generare, in pratica “la convinzione della necessità delle mascherine ed eventuali reazioni per la loro mancata concessione”. Sulla vicenda, il direttore, contattato da La Nazione, non rilascia dichiarazioni. Ma nel mirino dei sindacati c’è anche la dirigenza dell’Asl Toscana Nord-Ovest, “a conoscenza – scrive il sindacato -, assieme al direttore, dell’esito del test della dottoressa risultata positiva al COVID-19.

Tenere nascosta una notizia per la tutela della salute pubblica, è gravissimo, dal momento che non sono state predisposte le misure previste dalla norma COVID-19: quarantena per chi ha lavorato in stretto contatto, sanificazione degli ambienti di lavoro”. “Tutto è taciuto”, denuncia il sindacato, nonostante “l’obbligo del datore di lavoro di predisporre tutte le misure necessarie a garantire l'integrità fisica e la personalità morale dei propri dipendenti”. Il segretario CIISa, Romeo Cherchia, ha annunciato lo stato di agitazione, con riserva di sciopero bianco, e ha chiesto alla direzione di “avviare con urgenza la procedura dei tamponi a tutti gli agenti di Polizia Penitenziaria, già predisposto ed accordato dall’USL”.