Consiglio rinviato per ‘abbandono’. È scontro maggioranza-opposizioni

Continua lo scambio di accuse tra i capigruppo delle liste che sostengono Betti e le cinque di minoranza

Consiglio rinviato per ‘abbandono’. È scontro maggioranza-opposizioni

Continua lo scambio di accuse tra i capigruppo delle liste che sostengono Betti e le cinque di minoranza

Dopo l’ultimo consiglio comunale, con la scelta da parte dei consiglieri di maggioranza di lasciare l’aula per far mancare il numero legale e annullare la seduta, lo scontro a Cascina continua. Da un lato ci sno i capigruppo di Pd Alessia Marrucci, con Cristina Bibolotti per La città delle Persone e David Barontini per il Movimento 5 Stelle che accusano i colleghi della minoranza. "Sembra non riescano ad articolare una seria politica di opposizione – attaccano i capigruppo dei tre partiti che sostengono il sindaco Betti – e si dedicano a lamentarsi del rispetto di aspetti formali. Lamentele infondate e mai circostanziate. Sin da inizio mandato abbiamo ricevuto critiche più sugli aspetti normativi che sulle scelte politiche. Al termine della discussione e delle votazioni sulle pratiche amministrative, la capogruppo Pd ha chiesto di proseguire il dibattito sui documenti politici nella prosecuzione della seduta, già in calendario per il 4 aprile. La proposta nasceva dall’intenzione di non spezzare il confronto su due giorni, con un Consiglio del tutto dedicato a una mozione e due ordini del giorno. Testi presentati anche dai gruppi di minoranza. Proposta rigettata dalle opposizioni e, messa ai voti, stata approvata da 12 consiglieri su 19". "Un quorum non sufficiente per la piena approvazione – continua la nota della maggioranza – . La maggioranza ha celto di lasciare l’aula, facendo mancare il numero legale. Questo rinvia la discussione al consiglio di fine aprile, dato che la prosecuzione al 4 aprile non è più possibile, visto che con l’interruzione per mancanza di numero legale la seduta è del tutto sciolta. Abbiamo assistito a un altro episodio di un atteggiamento di prepotenza istituzionale, che segue di pochi giorni l’attacco alla presidenza del consiglio comunale e punta solo a rendere più difficile il lavoro per i cittadini. Non certo a creare un’alternativa amministrativa. Singolare poi leggere una presa di posizione su aspetti procedurali con la firma di tutti i consiglieri di opposizione, visto che alcuni si vedono piuttosto di rado in aula".

"Prendiamo atto delle valutazioni, sicuramente non corrette ed altrettanto poco oggettive, dell sindaco Betti in merito alla decisione della maggioranza di abbandonare il consiglio comunale ultimo - recita la nota di Lega,

Fratelli d’Italia, Lista civicaCosentini Sindaco, lista Lavoro sviluppo e ambiente, Valori ed impegno civico – Per giustificare di comportamenti fortemente censurabili tende a banalizzare e ricorre alla menzogna, per far passare i documenti politici rimasti come iniziative presentate “proprio dalle minoranze” così da definere quest’ultime “autolesioniste”". "Dimentica però la sostanzialità di 2 documenti rimasti che rigurdavano una mozione sulle morti sul lavoro, avanzata dalla maggioranza, ed un ordine del giorno contro l’ampliamento della discarica di Gello (proposto dalle liste civiche di minoranza). – continua l’opposizione – La decisione, già presa in altre sedi, di convocare il consiglio del 26 marzo è stata accompagnata dall’ulteriore decisione, tutta unilaterale dei soli capigruppo di maggioranza, di prevedere un “eventuale proseguimento” per il 4 aprile ovviando alla seduta della conferenza dei capigruppo, organo che i paladini dell’azione amministrativa e del rispetto istituzionale ritengono ormai superfluo.

Che la conferenza dei capigruppo sia ormai divenuta orpello insopportabile per la maggioranza lo dimostra anche il fatto che, come “sfuggito al sindaco” il prossimo Consiglio Comunale si “farà alla fine d’aprile” con buona pace del presidente Guainai, anche in questa occasione di fatto commissariato. Ricordiamo che poco prima delle 19 la capogruppo del Pd, ultimate le pratiche che necessitavano alla giunta e mai disponibile, come le imporrebbe il ruolo, al confronto e all’eventuale condivisione con gli altri capigruppo si alzava dal proprio scranno e chiedeva al presidente del consiglio di chiudere la seduta. Il consiglio è forse cosa loro? Un atteggiamento che oltre a sottolineare la mancanza di buona educazione, non manifesta forse dispregio ed oltraggio della dignità dei consiglieri di minoranza? Correttezza intellettuale può essere sconosciuta ad altri ma non a chi “dovrebbe” rappresentare al meglio le istituzioni. Quindi caro sindaco, dal momento che difficilmente interviene nei dibattiti consiliari ma non lesina appunti a mezzo social, col capo chino e sempre più affaccendato sul cellulare, rispondere al confronto politico è un obbligo istituzionale inderogabile ma, dover rispondere alle menzogne di chi mente sapendo di mentire, ce lo avrebbe risparmiato! Voglia comunque gradire, signor “sindaco di Collodi”, i sensi della nostra più alta considerazione".