Antonio Logli
Antonio Logli

Pisa, 6 agosto 2020 - Un'autobiografia per ribadire la sua innocenza e dire che lui con la sparizione di sua moglie Roberta Ragusa non c'entra nulla. Antonio Logli, condannato in via definitiva a vent'anni di carcere per omicidio volontario e distruzione di cadavere, ha deciso di aprirsi in un libro scritto insieme alla criminologa Anna Vagli, consulente tecnico del nuovo pool difensivo che lo assiste nel tentativo di revisione del processo e che ha già inoltrato un ricorso alla Corte europea dei diritti dell'uomo.

«La verità sul caso Ragusa. Parla Antonio Logli» è il titolo provvisorio del libro che uscirà nei prossimi mesi e nel quale il marito di Roberta ripercorre tutta la sua vita. «Partendo dalla sua infanzia - racconta Vagli - e dal rapporto speciale con i nonni, dell'amore per lo sport (in particolare del canottaggio) della nascita del rapporto con Roberta Ragusa, la sua relazione con Sara ed i figli. Ovviamente parleremo anche della vicenda giudiziaria che lo ha travolto e delle sue considerazioni relative al modo con il quale i media lo hanno trasformato in un mostro da copertina, fino alla condanna definitiva e alla reclusione nel carcere di Massa».

«È a te che stai leggendo queste righe - si legge nel prologo - che voglio raccontare la mia storia: quella di un uomo, di un padre di famiglia che ha avuto come unica colpa quella di innamorarsi di una splendida ragazza. Un uomo che ama i suoi figli e non ha mai ucciso nessuno».