
I membri del coordinamento etico caregivers che dal 2004 si occupa di fornire un’assistenza a 360 gradi ai ragazzi con disabilità
Una preziosa quotidianità. In una sede accessibile e accogliente che, negli scorsi mesi, è finalmente arrivata dopo 20 anni di traslochi e locali provvisori. È a Orzignano, in via Boito, in quello che è stato battezzato Centro Barbara Capovani, assegnato all’associazione dal Comune di San Giuliano. Qui ragazzi, operatori, genitori che fanno parte del Coordinamento etico Caregivers hanno appena festeggiato il loro primo Natale ‘stabilmente a casa’. Nelle stanze del centro si cucina, si mangia insieme invitando anche amici e ospiti, si fanno attività, si percorre ogni giorno un pezzetto verso la propria autonomia.
Il Coordinamento etico Caregivers è una comunità di famiglie di persone con disabilità, una rete sociale che si dedica al supporto di bambini, adolescenti e giovani-adulti con disabilità psicomotoria grave e molto grave. Una famiglia allargata e gioiosa, dove ognuno è semplicemente se stesso. Dal 2004 i genitori del Coordinamento etico Caregivers si sono assunti una missione: "contribuire attivamente al miglioramento delle condizioni in ogni fase della vita dei nostri figli e delle nostre figlie".
La presidente è Maria Antonietta Scognamiglio, madre di Marco, consigliera comunale e provinciale, da sempre in prima linea per i diritti dei più fragili. Insieme a Marco ci sono Eleonora, Marika, Alessio, Sara, Federico, Chiara, Andrea B., Andrea C., Giacomo, ci sono le loro famiglie, i volontari, la psicologa e l’agronoma, ci sono gli amici e le istituzioni che da sempre sostengono il Coordinamento etico Caregivers. Un impegno a 360 gradi.
Negli ultimi tre anni i ragazzi sono stati protagonisti di un progetto "Interactive care", finanziato dalla Sds, che partendo dalle emozioni ha attinto agli strumenti della Comunicazione Aumentativa Alternativa per arrivare all’esperienza nelle cucine del Matteotti, ai laboratori per la spesa consapevole, le ‘lezioni’ per imparare il corretto utilizzo dei social, la creazione di materiale video e tutto quello che può essere definito ‘informatica creativa’ fino al teatro (grazie alla collaborazione con l’associazione Il Gabbiano). Obiettivo finale: costruire un tassello del ‘progetto di vita’ di ciascuno, un ponte verso l’inclusione favorendo, passo dopo passo, l’inserimento nel mondo del lavoro.
"Il problema dell’inclusione lavorativa per le persone con disabilità, anche grave, esiste – spiega Antonietta Scognamiglio - C’è molto da fare e ringrazio l’Ufficio provinciale per l’impiego che, in questo ultimo anno, ha saputo ascoltare le esigenze di ognuno. Ed è per questo motivo che il tema sarà anche al centro del nostro convegno annuale che si svolgerà il 21 febbraio, un’occasione per mettere insieme due aspetti fondamentali: l’inclusione lavorativa e la sostenibilità per vivere ‘l’Abitare del Dopo di Noi’".
F.B.