Strani incroci del destino: solo un giorno prima dell’incidente Alex Zanardi parlava sorridente della Torre di Pisa (simbolo di speranza, per chi ha fatto di un handicap un valore aggiunto) e dei suoi grandi progetti sportivi e sociali. È passato solo un giorno tra la tappa pisana e quella nel senese di Obiettivo Tricolore, la grande staffetta di Obiettivo tre, il progetto dell’ex pilota di formual uno nato in occasione della maratona sui pedali del 2017 per reclutare, avviare e sostenere persone...

Strani incroci del destino: solo un giorno prima dell’incidente Alex Zanardi parlava sorridente della Torre di Pisa (simbolo di speranza, per chi ha fatto di un handicap un valore aggiunto) e dei suoi grandi progetti sportivi e sociali. È passato solo un giorno tra la tappa pisana e quella nel senese di Obiettivo Tricolore, la grande staffetta di Obiettivo tre, il progetto dell’ex pilota di formual uno nato in occasione della maratona sui pedali del 2017 per reclutare, avviare e sostenere persone disabili all’attività sportiva, e che in questo periodo lancia un messaggio di ripartenza dopo il coronavirus.

Un solo giorno, dicevamo, che però ha cambiato tutto per colpa di un incidente che ha reso gravissime le condizioni di quello che ormai è considerato non solo un atleta ma un simbolo per le sue capacità sportive e morali. Alex Zanardi lotta tra la vita e la morte, di nuovo, e tutto il Paese non può che sperare per lui, che di speranza ne ha sempre regalata tanta a chi nella vita è stato meno fortunato. Un giorno da quando, arrivato al Porto di Pisa, è stato accolto da ammiratori e curiosi tutti con tangibile affetto e ha detto a tutti i presenti che la nostra città più di tutte poteva ben rappresentare la forza delle pieghe della vita: "il destino ha dato alla vostra Torre una botta che è stata più una spinta, visto che poi è diventato il suo valore aggiunto. E così deve essere per tutti, la vita è sempre un’opportunità meravigliosa".

Queste sono state le sue parole dette come sempre con il sorriso sulla bocca e accompagnate dai gesti di braccia forti e sicure. Accanto a lui c’era Roberto Lacorte, vicepresidente e CEO di PharmaNutra, l’azienda pisana proprietaria del marchio Cetilar, partner di Obiettivo 3. E’ stato Roberto ad aver fortemente voluto che Alex passasse con il suo progetto dalla nostra città. Un momento davvero emozionante che adesso si carica di immensa tristezza. "Quello che ho provato appena appresa la notizia è tanta rabbia – racconta Roberto Lacorte – ma dopo è subentrata la convinzione che questo sarà solo, come diciamo noi piloti, un brutto ‘pit stop’. A lui toccherà quello che sa fare meglio e che ci ha sempre insegnato: metterci cuore e determinazione".

"Da parte nostra continueremo a dare appoggio a Obiettivo 3 - aggiunge – che dal nostro incontro si è arricchito di nuove idee legate alla vela e all’accessibilità dei diversamente abili a questo sport. Andremo avanti in questo bellissimo progetto e aspetteremo Alex che farà sicuramente una grande rimonta!".