"Chiediamo alla giunta regionale di attivarsi nei confronti del governo, affinché si possa dare il via libera a tutte quelle attività che possano essere svolte nella massima sicurezza, seguendo i necessari protocolli che tutelino parimenti lavoratori e clienti". Elena Meini, consigliere regionale della Lega, spiega il senso della mozione...

"Chiediamo alla giunta regionale di attivarsi nei confronti del governo, affinché si possa dare il via libera a tutte quelle attività che possano essere svolte nella massima sicurezza, seguendo i necessari protocolli che tutelino parimenti lavoratori e clienti". Elena Meini, consigliere regionale della Lega, spiega il senso della mozione presentata dal Carroccio per chiedere la riapertura di acconciatori ed estetiste. "Il passaggio in zona rossa della Toscana – sottolinea Elena Meini – ha precluso la normale attività lavorativa, tra gli altri, anche ad acconciatori ed estetiste pure di Pisa e provincia, comportando un’ulteriore e decisa perdita di fatturato per i titolari, oltre a correlati e gravi problemi per i dipendenti. La perdurante chiusura di questi esercizi commerciali può inoltre favorire il deleterio fenomeno dell’abusivismo della professione, questione che va decisamente contrastata, senza tralasciare il fatto che tale illegale modus operandi potrebbe essere anche potenziale veicolo di nuovi contagi". Questione di sicurezza, dunque, oltre che economica. "Chi opera nell’ombra, senza seguire le normative, ben difficilmente adotterà le ferree regole di sicurezza messe in atto, anche a fronte d’importanti investimenti, da chi lavora alla luce del sole. Pertanto abbiamo deciso di redigere questa mozione, primo firmatario il collega Casucci, in cui chiediamo alla giunta di attivarsi presso il governo, affinché si possa dare il via libera a tutte quelle attività che possano essere svolte nella massima sicurezza. Oltre a ciò – conclude Elena Meini – auspichiamo che vengano stanziate congrue forme di ristoro, tutelando un importante settore della nostra economia locale che non deve essere, colpevolmente, abbandonato a se stesso".