Pisa, 20 dicembre 2016 - Passo in avanti nella lotta contro i tumori più resistenti. Grazie a un progetto coordinato dall'Università di Pisa - al quale hanno partecipato gli atenei di Torino e di Roma "La Sapienza", il Politecnico di Bari, l'Infn e il Cnao di Pavia- è stato testato per la prima volta su un paziente l'innovativo sistema di imaging "Inside" (“Innovative Solution for Dosimetry in Hadronthreapy”) sviluppato per rendere ancora più efficace l’adroterapia, una terapia oncologica avanzata che cura i tumori non operabili e resistenti alla radioterapia tradizionale utilizzando fasci di protoni e ioni carbonio generati da acceleratori di particelle.

"Inside" è un sistema di monitoraggio innovativo, basato sulla tecnologia dei rivelatori, capace di fotografare ciò che avviene nel paziente durante il trattamento. In adroterapia, infatti, le cellule tumorali vengono irraggiate con fasci di particelle cariche (protoni o ioni) emessi da un acceleratore. Questa tecnica di altissima precisione consente di minimizzare il danno prodotto ai tessuti sani circostanti.

"Inside" misura con un brevissimo scarto temporale la profondità di penetrazione nel tessuto dei fasci di particelle cariche durante il trattamento e consente di verificare che sia in accordo con il valore desiderato. Nel dettaglio, il progetto è stato finanziato con un milione di euro nel triennio 2013-2016; dopo la sua costruzione nel febbraio 2016 all’Infn di Torino, il prototipo è stato installato al Cnao di Pavia, l’unico centro in Italia (e il quinto al mondo) per il trattamento di tumori mediante fasci di protoni e ioni carbonio, con cui è stato sottoscritto un accordo scientifico finalizzato alla sperimentazione dello scanner.

A oggi, nel mondo, ci sono in totale dieci acceleratori impiegati nel trattamento dei tumori con adroterapia con ioni carbonio, le particelle più pesanti e “distruttive” per le cellule tumorali: 5 in Giappone, 2 in Cina e 3 in Europa. Solo 5, tra cui il Cnao di Pavia, sono in grado di utilizzare sia gli ioni carbonio che i protoni a seconda delle necessità cliniche.

Alcuni giorni fa, il sistema Pet è stato testato per la prima volta durante il trattamento di un paziente affetto da tumore alle ghiandole lacrimali, con risultati molto promettenti. Il progetto Inside è stato coordinato da Maria Giuseppina Bisogni, dell'Università di Pisa. Le unità di ricerca sono state coordinate da Piergiorgio Cerello, dell’Infn e Università di Torino, Vincenzo Patera, dell’Università La Sapienza di Roma, Francesco Corsi, dell’Università di Bari, Giuseppe Battistoni, dell’Infn di Milano, e Sandro Rossi per il Cnao.

“L’impiego clinico di Inside - dice la professoressa Maria Giuseppina Bisogni, dell'Università di Pisa - potrà permettere la verifica in tempo reale della qualità dei trattamenti in adroterapia, aumentandone così la sicurezza e l’efficacia".