Oliviero Zavagli di Montecatini, imprenditore anche nel settore ristorazione
Oliviero Zavagli di Montecatini, imprenditore anche nel settore ristorazione

Montecatini Terme, 13 luglio 2020 -   C’è anche l’imprenditore Oliviero Zavagli – 71 anni per anni gestore del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti in città – tra gli arrestati dell’operazione antidroga "Kalimera", condotta dai carabinieri della Compagnia e del Norm di Pistoia. Sono state eseguite 24 misure: 17 custodie cautelari e sette obblighi di dimora. Zavagli, che al momento si trova agli arresti domiciliari nella sua abitazione con l’obbligo del braccialetto elettronico e il divieto di comunicare con persone che non siano conviventi, è indagato per favoreggiamento. E’ escluso ogni coinvolgimento dell’imprenditore originario di Fiorenzuola (Piacenza) in attività legata al traffico e allo spaccio di stupefacenti.
 

Zavagli è proprietario di un immobile in via del Salsero a Montecatini dato in locazione a Maradon Ajazi e Andreea Popa, coinvolti nella vicenda. Zavagli avrebbe appreso in via confidenziale che i carabinieri stavano valutando la possibilità di fare ingresso nell’abitazione per ragioni investigative. L’imprenditore, in base alle accuse, avrebbe quindi informato Ajazi con una telefonata, avvisandolo della richiesta delle chiavi e suggerendogli di mettere il cane a guardia della casa. In questo modo, sottolineano gli inquirenti, l’imprenditore avrebbe aiutato la coppia a eludere i controlli.
Oliviero Zavagli, dopo il passaggio dell’attività di raccolta e smaltimento dei rifiuti ad Alia, in questi ultimi anni ha dato vita e acquistato numerosi ristoranti a Montecatini e dintorni. Nell’area di via Sant’Antonio, dove una volta aveva sede l’attività legata ai rifiuti, è stato allestito un ampio centro di revisione per autoveicoli, il secondo più grande della provincia di Pistoia.
 

La complessa operazione appena portata a termine dai carabinieri ha permesso di smantellare una pericolosa organizzazione. Il quartier generale era a Montecatini, nel ristorante "Kalimera" e il raggio d’azione soprattutto tra Pistoia e Prato, ma anche nelle provincie di Firenze, Lucca, Forlì, Venezia, Alessandria, Genova, Pescara, Pavia e Modena. Otto arresti erano già stati eseguiti nel corso delle indagini che contano 48 perquisizioni domiciliari, il sequestro del ristorante e di due auto e soprattutto la documentazione di seimila cessioni di droga (soprattutto cocaina, ma anche hashish) per un giro d’affari di circa mezzo milione di euro.
 

La droga arrivava soprattuto dalla Liguria e dal Piemonte, canali su cui sono ancora in corso le indagini, dirette dal sostituto procuratore Linda Gambassi. Indagine non facile soprattutto per la capacità degli spacciatori di eludere le intercettazioni: si erano organizzati con squilli e frasi criptate: "Ci vediamo per un caffè" conteneva la quantità della dose, il prezzo e la modalità della consegna. Ma questa certezza gli inquirenti l’hanno avuta soltanto con pedinamenti e intercettazioni.
Kalimera all’apparenza era un locale insospettabile, con un buon giro di clientela, che veniva accolta da dipendenti dall’aria irreprensibile, come succede da tante altre parti. Diversi residenti della zona non ricordano problemi di alcuni genere causati dai frequentatori. Le forze dell’ordine finora non erano mai dovute intervenire per una qualche lite, come è invece avvenuto in altri zone di Montecatini. I controlli effettuati dalle forze dell’ordine all’interno non avevano mai portato alla luce una concentrazione particolare di personaggi già noti alla giustizia, tali da motivare un provvedimento di chiusura in base all’articolo 100 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza (Tulps).
 

R.M.