Ha destato scalpore in città la notizia dell’arresto dell’imprenditore Oliviero Zavagli, coinvolto con l’accusa di favoreggiamento nell’inchiesta antidroga Kalimera, condotta dai carabinieri della Compagnia e del Norm di Pistoia. L’imprenditore, al momento, si trova agli arresti domiciliari con l’obbligo del braccialetto elettronico e il divieto di comunicare con persone che non siano conviventi. E’ escluso ogni coinvolgimento dell’imprenditore originario di Fiorenzuola (Piacenza) in attività legata al traffico...

Ha destato scalpore in città la notizia dell’arresto dell’imprenditore Oliviero Zavagli, coinvolto con l’accusa di favoreggiamento nell’inchiesta antidroga Kalimera, condotta dai carabinieri della Compagnia e del Norm di Pistoia. L’imprenditore, al momento, si trova agli arresti domiciliari con l’obbligo del braccialetto elettronico e il divieto di comunicare con persone che non siano conviventi. E’ escluso ogni coinvolgimento dell’imprenditore originario di Fiorenzuola (Piacenza) in attività legata al traffico e allo spaccio di stupefacenti.

L’avvocato Luca Bechini, storico difensore di Zavagli, mantiene il massimo riserbo sulla vicenda, in attesa dell’interrogatorio di garanzia, previsto nei prossimi giorni davanti al Gip del tribunale di Pistoia. Il nome di Zavagli non era stato fornito dagli inquirenti nella conferenza stampa sull’operazione "Kalimera, ma è poi emerso insieme a quello degli altri coinvolti.

Zavagli è proprietario dell’immobile in via del Salsero a Montecatini, dato in locazione a Maradon Ajazi e Andreea Popa, coinvolti nella vicenda. L’imprenditore, secondo le accuse, avrebbe appreso in via confidenziale che i carabinieri stavano valutando la possibilità di fare ingresso nell’abitazione per ragioni investigative. L’imprenditore, secondo gli inquirenti, avrebbe quindi informato Ajazi con una telefonata, avvisandolo della richiesta delle chiavi fatta dai militari e suggerendogli di mettere il cane a guardia dell’abitazione. In questo modo, secondo quanto riportato dalle indagini, avrebbe aiutato la coppia a eludere i controlli.

Oliviero Zavagli vive e lavora da oltre trent’anni a Montecatini, dove è riuscito a ottenere successi imprenditoriali nel settore della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti e dei lavori pubblici. Dopo aver lasciato ad Alia il settore della spazzatura, in base agli obblighi di legge, ha iniziato a investire nella ristorazione, aprendo vari locali. Nel corso della sua carriera non sono mancati problemi con la giustizia, che comunque non hanno mai fermato la sua attività imprenditoriale. Zavagli è un uomo poco propenso a piegarsi alle avversità. Anche se è il titolare, non è raro vederlo con la pala in mano a scavare come un manovale qualunque. C’è un aneddoto che descrive bene il suo pallino per gli affari: alcuni anni fa, per un certo periodo, il giudice stabilì che dovesse andare a dormire nel carcere di Santa Caterina in Brana a Pistoia. Zavagli, nella casa circondariale, vide un bando per i lavori di ristrutturazione dell’edificio. Decise così di partecipare alla gara con una sua impresa.

Daniele Bernardini