Il vicequestore Mara Ferasin con i suoi collaboratori del commissariato di Montecatini
Il vicequestore Mara Ferasin con i suoi collaboratori del commissariato di Montecatini

Montecatini 22 ottobre 2019 - Contro di lui erano stati emessi un’ordinanza e un decreto di espulsione dal territorio nazionale, ma un albanese di 27 anni continuava a restare in Italia, pronto a delinquere. L’uomo era pure in possesso di armi e cartucce detenute in modo irregolare. Come se non bastasse, in base alle informazioni confidenziali raccolte dalla polizia di Stato, l’albanese risultava far parte di una vera e propria banda, responsabile di reati contro il patrimonio e la persona. Le armi e le munizioni, con ogni probabilità, erano i suoi strumenti di lavoro. Un soggetto davvero pericoloso per l’incolumità della gente, che si aggirava per le strade della città, come se nulla fosse.

Serviva un intervento immediato delle forze dell’ordine e così è stato.  Gli agenti del commissariato di Montecatini, diretto dal vicequestore Mara Ferasin, hanno arrestato il giovane, che si trovava in un’abitazione nella zona Nord della città. La polizia, in base all’articolo 41 delle Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza (Tulps), ha effettuato una perquisizione nell’abitazione del giovane, per verificare la possibile presenza di armi e munizioni. In base alle informazioni confidenziali ricevute dal commissariato, il giovane albanese, mentre commetteva i reati, portava sempre con sé una pistola, con la quale avrebbe potuto far del male alle sue vittime.

Pur essendo domiciliato a Lucca, il giovane, secondo le informazioni confidenziali, frequentava spesso la casa della sua fidanzata, che vive a Montecatini. Grazie agli accertamenti effettuati dagli agenti del commissariato, la donna e la sua abitazione sono state individuate in poco tempo. Il blitz della polizia è quindi scattato. 

All’interno dell’immobile, è stata effettuata la perquisizione prevista dal Tulps, che, come previsto in base alle informazioni raccolte, ha portato esito positivo. Gli agenti del commissariato, all’interno della camera da letto, hanno rinvenuto, nascoste assai bene, quindici cartucce inesplose, del calibro 7,65.

Sopra di essere era riportata la scritta «32 Auto W.W.». Oltre alle cartucce, sono state rinvenuti altri oggetti, con ogni probabilità frutto di alcuni furti commessi all’interno di abitazioni. Si tratta di orologi e altri beni, per un valore di circa 2,500 euro. In base agli ulteriori accertamenti effettuati dalla polizia di Stato, l’albanese è risultato presente in modo irregolare sul territorio nazionale ed è stato condotto in questura, a Pistoia. Il prefetto Emilia Zarrilli ha emesso un decreto di espulsione a suo carico, con l’immediato accompagnamento al Centro di identificazione ed espulsione di Bari. 

La polizia ha inoltre accertato che, nei confronti dell’uomo, era stata emessa un’ordinanza di espulsione dal territorio nazionale. La misura di sicurezza era stata decisa dall’ufficio di sorveglianza di Perugia: il magistrato ha disposto l’espulsione dal territorio italiano. Gli agenti, inoltre, hanno appurato che, in seguito a questa ordinanza, era stato emesso un decreto di espulsione da parte della procura di Prato, per cinque anni, a partire dal 2017. L’interessato, però, se ne è allegramente infischiato. Il giovane albanese, alla fine, è stato arrestato dalla polizia e portato nella camera di sicurezza della questura di Pistoia, come disposto da Luigi Boccia, pubblico ministero di turno.

In seguito, il giudice delle indagini preliminari (Gip) del tribunale di Pistoia ha convalidato l’arresto dell’albanese, disponendo il suo trasferimento nel carcere del capoluogo. Il commissariato di Montecatini prosegue così la sua attività di controllo e repressione relativa alla possibile presenza di personaggi poco raccomandabili in città, a garanzia della sicurezza dei cittadini e dei turisti.