Il futuro delle acque termali: "Il raddoppio delle fonti una risorsa da coltivare"

Gli albergatori accolgono con positività l’annuncio del geologo Mazzalon "Una risorsa importante che resta pubblica e coinvolge tutta la Valdinievole".

Il futuro delle acque termali: "Il raddoppio delle fonti una risorsa da coltivare"

La fontana del Tofanari al Tettuccio è il simbolo del termalismo cittadino e degli anni d’oro di Montecatini

Gli albergatori accolgono con entusiasmo l’annuncio fatto dal geologo Marco De Martin Mazalon, funzionario dell’ufficio comunale per la tutela delle acque termali, durante la presentazione di una parte dei risultati della sua tesi per il dottorato di ricerca, sabato scorso a Palazzo Belvedere: le fonti di Montecatini avrebbero un serbatoio maggiore o, addirittura, doppio. Carlo Bartolini, presidente di Federalberghi-Apam, sottolinea le possibilità che potrebbero nascere per il futuro. "La presenza di queste acque ancestrali, come sono state definite durante l’incontro con De Martin Mazzalon – sottolinea – indica senza dubbio grandi potenzialità. È necessario che questi studi proseguano per avere conferme. Ho colto che il sistema delle acque termali ha la necessità di essere studiato e approfondito, con la compartecipazione di un bacino territoriale più ampio, che potremo indicare come la Valdinievole. Non è importante solo in termini di tutela, ma anche di gestione delle acque stesse. Tutto questo in una prospettiva di sviluppo e non di sfruttamento, in un’ottica di vera e propria coltura, perché le acque vanno coltivate". Anche Giovanni Biondi, presidente di Assohotel-Confesercenti, esprime contentezza per l’annuncio di De Martin Mazzalon. "È sicuramente positivo apprendere che le fonti termali a disposizione potrebbero essere più ampie – afferma – anche perché chi eventualmente di presenterà alla gara prevista il 16 luglio per l’acquisto dei beni termali non strategici, non diventerà padrone dell’acqua. Ho molto piacere a ribadire questo concetto, perché se ne parla poco. L’utilizzo ci questo bene, che è pubblico, è regolato attraverso una eventuale concessione che va rispettata". La notizia annunciata da De Martin Mazzalon è stata senza dubbio ben accolta durante l’incontro di sabato scorso. "Il serbatoio dell’acqua termale – ha sottolineato – nel sottosuolo, potrebbe essere molto più grande di quanto ipotizzato finora, con un calore addirittura maggiore. I dati che ho raccolto durante i quattro anni del mio dottorato di ricerca aprono la possibilità a un serbatoio doppio nel sottosuolo o comunque dotato di maggiori risorse di quanto possiamo pensare. Senza dubbio, la conferma di questa ipotesi aprirebbe un nuovo scenario".

Daniele Bernardini