Capodanno con Ruffini. Il comico livornese di scena al teatro Verdi con "Io? Doppio!"

Il mattatore labronico ha ripreso in mano la sua vecchia "creatura" Versione aggiornata per una parodia del "politicamente corretto" La puntura: "Quand’è che non si poteva dire niente? Con la dittatura"

Il mattatore labronico Paolo Ruffini

Il mattatore labronico Paolo Ruffini

Montecatini Terme (Pistoia), 28 dicembre 2023 – Un paio d’ore di spensieratezza e d’allegria, per concludere degnamente il 2023 e iniziare alla grande il 2024: per l’ultimo dell’anno al teatro Verdi torna Paolo Ruffini: alle 22 si alza il sipario su "Io? Doppio! Politicamente corretto", un viaggio tra i doppiaggi cult che l’hanno reso famoso, un ritorno ai tempi felici delle videocassette e di un’Italia senz’altro più ricca d’idee e sogni. A mezzanotte è inoltre previsto un brindisi per festeggiare il Capodanno. 

Il 31 dicembre Ruffini al ’Verdi’ è un po’ come ’Una poltrona per due’ a Natale: un talismano?

"Un ‘teatro-panettone’. Andrebbe chiesto al direttore Cardelli. Iniziai nel 2004/05, ci fu una pausa: dovrebbe essere la quindicesima edizione".

Ruffini e Montecatini: la città potrebbe essere l’ambientazione ideale del suo prossimo film o di una commedia teatrale?

"Di qualsiasi cosa: amo Montecatini. Ho tanti amici, in primis la famiglia Cardelli, mi ci sento a casa, mi piace moltissimo. Vi aleggia un’aria meravigliosa, tra il decadente e il romantico".

Che cosa le piace del pistoiese, di questa parte d’Alta Toscana?

"È tanta roba e mi sono approcciato con lo spirito del documentarista: ricordo San Marcello Pistoiese, un po’ sperduto, la Dynamo Camp, Quarrata, Pistoia. Se ho avuto una fidanzata pistoiese? Ora fidanzata è un parolone... Diciamo così: sono single e mentre la sera la fiorentina non la digerisco, la pistoiese sì".

Ruffini e la poliedricità: quale ruolo le manca nel mondo dello spettacolo visto che è attore, regista, sceneggiatore, conduttore, persino produttore?

"Ho strappato anche i biglietti. Non ho fatto l’influencer, ma non capisco che lavoro sia. Attenzione ai pandori, però".

Con Ruffini si torna, finalmente, al politicamente scorretto.

"Sa come si diceva ai miei tempi quando uno si offendeva? ‘Ma ti levi di...’. Ecco, ci siamo intesi. Se si vuole il politicamente corretto, si deve tornare alla dittatura, quando non si poteva dire niente che turbasse il quieto vivere. Oggi sono i social che vorrebbero condizionarci: da un lato violenti come pochi – i leoni da tastiera – dall’altro guai a scherzare perché non puoi, mi turbi. Lo scherzo, invece, è la cosa più inclusiva che c’è. S’immagina oggi certe battute di ‘Amici miei’, Pasolini, la Wertmuller, Fellini e Mastroianni, Fantozzi che giudicava la signora Pina, sua moglie... Qualcuno ha sostituito Gesù con Cucù: siamo arrivati alla follia. Ma attenzione: quello che stupisce è che questo politicamente corretto non arriva dalla destra. Allora sapete che vi dico? Querelatemi, ma io alla battuta non rinuncio. A qualsiasi battuta, se fa divertire".

Che cosa augura per l’anno nuovo agli italiani?

"La cosa più bella e sociale del mondo: l’amore. Rilassatevi e fate l’amore. Più vi amerete, più sarete sereni. Pensate alle cose importanti: l’amore, appunto. Godetevi la vita, che è breve, e allora siate gentili, divertitevi e vedrete che raggiungerete la felicità. E leggete, informatevi per non essere aggressivi, violenti, per giustificare il politicamente corretto. Platone, Socrate, i grandi pensatori si stanno rivoltando nella tomba. Si va avanti per tornar e indietro: mah". Tutti al "Verdi", dunque.