Tribunale (foto d'archivio)
Tribunale (foto d'archivio)

Montecatini, 2 maggio 2018 - Due albergatori originari della Campania sono stati condannati rispettivamente a 4 anni e 3 mesi di reclusione e a 2 anni e 10 mesi dalla corte di appello di Firenze, in un processo che li vedeva imputati con le accuse di aver riciclato e impiegato denaro proveniente dal clan camorristico Formicola attraverso l'attività di tre alberghi da loro gestiti a Montecatini Terme.

Nei loro confronti è stato disposto anche il sequestro di beni per 936mila euro. I due erano stati arrestati nel settembre del 2007 nell'ambito delle indagini condotte dal gico della guardia di finanza di Firenze e coordinate dalla Dda fiorentina, che poi hanno portato al processo di primo grado davanti al tribunale di Pistoia, conclusosi nel 2015 con un'assoluzione con la formula 'perché il fatto non sussistè.

I giudici di primo grado accolsero la tesi della difesa, secondo la quale Rastelli e la moglie non avrebbero riciclato il denaro dei Formicola, ma sarebbero stati a loro volta vittime di usura da parte del clan camorristico. Nei giorni scorsi la condanna, inflitta dalla seconda sezione penale della corte di appello del capoluogo toscano.

Per l'accusa la coppia avrebbe riciclato in Toscana denaro sporco riconducibile al clan Formicola, usando in particolare le società di tre alberghi di Montecatini (Le Fonti, I Medici e Hotel Granduca), per ripulire proventi di usura, spaccio di droga e altro. In base agli accertamenti condotti dalla gdf, tra il 2003 e il 2005 la coppia di imprenditori, avrebbe riciclato circa 90mila euro e reimpiegato denaro di provenienza illecita per 250mila euro. In particolare, gli imprenditori avrebbero riciclato il denaro attraverso il cambio con denaro contante degli assegni ricevuti dal clan.