Sit-in per la sanità pubblica "Basta colate di cemento"

Oggi alle 17 comitati e associazioni saranno davanti alla Prefettura

Sit-in per la sanità pubblica  "Basta colate di cemento"
Sit-in per la sanità pubblica "Basta colate di cemento"

Sit-in a difesa della sanità pubblica oggi alle 17 davanti alla Prefettura organizzato da Comitato salute pubblica Massa Carrara, Consulta popolare per la sanità di Massa, Comitato primo soccorso e urgenza Carrara, associazione gli Invisibili di Massa, Comitato salute pubblica Alta Lunigiana, Movimento Lunezia.

Comitati e associazioni chiederanno al Prefetto che "intervenga sulla prospettata chiusura del Monoblocco di Carrara ma anche sulla avvenuta chiusura della radiologia del distretto di Massa – spiegano i comitati – In entrambi i casi una grave interruzione del servizio sanitario pubblico. Stiamo valutando la possibilità di presentare un esposto". Alle 18, al termine del sit-in, si terrà nella Sala della Resistenza di Palazzo Ducale un incontro aperto al pubblico. "Sulla scia della manifestazione di Carrara del 18 agosto scorso è importante andare avanti tutti uniti. La chiusura del Monoblocco non è un problema solo per i carraresi, al Monoblocco affluiscono cittadini da tutta la provincia, da Pontremoli a da Montignoso. Mentre a Carrara ci si batte per tenere aperto un centro di sanità territoriale per le cure intermedie, a Massa non c’è proprio. E non è normale. Peraltro non era stato spiegato bene che con la chiusura del vecchio ospedale, che potrebbe essere riattivato facilmente, si passava da 970 posti letto a 315 attuali. Anche in Lunigiana bisogna intervenire al più presto perché non sarà soltanto un problema dei cittadini lunigianesi se si continueranno a chiudere i servizi sanitari in Lunigiana: il carico di lavoro si ripercuoterà sempre di più su Massa e Carrara". Oggi alle 17 interverrà anche Marco Lenzoni della consulta popolare per la sanità di Massa: "La parola d’ordine che centralizza tutte le problematiche è relativa al fatto che non vogliamo nuove colate di cemento – ha detto – Le strutture sanitarie ci sono già, i soldi vanno usati per riempirle di personale sanitario, strumentazione diagnostica e servizi sanitari".

Irene Carlotta Cicora