La professoressa Giulia Domenichelli
La professoressa Giulia Domenichelli

Massa, 12 settembre 2019 - Al suono della prima campanella manca poco e c’è già chi si lamenta dei problemi della scuola. Se alla fine le cose comunque funzionano è anche merito di tanti docenti che si impegnano. E aiutano i ragazzi più deboli, i portatori di handicap. Una volta si diceva che ci mettono il cuore. La storia che raccontiamo parla di uno di questi docenti.

Giulia Domenichelli, 36 anni, si è laureata a Pisa, in Lettere moderne, con 110 e lode. Le hanno anche pubblicato la tesi. Poteva fare tante cose, ma voleva insegnare. "Ho iniziato a Pontremoli, al liceo, la sede distaccata del Leonardo Da Vinci. Era l’anno scolastico 2013-2014. Avevo le mie materie: italiano, storia e latino. Ero supplente. Nell’anno scolastico 2015-2016 sono tornata sulla costa, all’Istituto professionale Barsanti".

Insegnava italiano anche a Massa?

"No. Ho iniziato a fare l’insegnante di sostegno con un bimbo che era in seconda".

Poi le hanno dato la cattedra?

"No. Ero sempre supplente e a fine giugno 2016 il contratto è scaduto. Ho preso la disoccupazione. Poi ci sono state le nuove convocazioni. Si parte sempre con altre materie, che garantiscono il lavoro fino al 31 agosto e sono le più ambite. Solo alla fine ci si occupa dei disabili".

E lei cosa ha fatto?

"Ho chiesto di rimanere con questo ragazzo. Bisogna garantire la continuità didattica. Questi alunni non possono cambiare insegnante ogni anno. Sono i più deboli".

I genitori saranno stati contenti.

"Ho fatto un patto con loro all’inizio dell’anno. Che non avrei lasciato il loro figlio, che l’avrei seguito fino alla fine degli studi".

Come ha fatto a mantenere il patto?

"Quando c’erano le convocazioni cercavo di ottenere solo il posto per insegnante di sostegno al Barsanti. Potevo anche restare senza lavoro, perché sono le ultime convocazioni, mi è sempre andata bene".

Ma la vita di un docente riserva delle novità e lei quest'anno è diventata di ruolo...

"Sì, mi hanno dato la cattedra".

L'ha abbandonato quindi...

"No. Grazie al preside e al vicepreside del Barsanti, molto comprensivi, sono riuscita ad avere la cattedra nella stessa classe che il ragazzo frequenta. Non l’ho abbandonato".

Una scelta di vita. Per anni ha perso dei soldi, ma ha aiutato un bimbo. Brava.