CIMITERO
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Carrara, 11 settembre 2019 - Una vicenda che colpì molto la comunità, con i servizi cimiteriali sotto la lente di ingrandimento. Ammanchi per oltre 400mila euro a danno di Apuafarma: condannati dalla Corte dei Conti Giovanni Biagioni e Francesco Buffoni. Il primo, all’epoca dei fatti, ovvero dal 2008 al 2015, era addetto ai servizi cimiteriali della partecipata e responsabile amministrativo della stessa. Buffoni invece era stato fino al 2015 direttore generale di Apuafarma. I due sono stati condannati a restituire il denaro: 403mila euro circa (353mila per danno diretto più 50mila di danno d’immagine) per quanto riguarda Biagioni, 250mila per omessa vigilanza da parte dell’ex direttore.

La vicenda risale al maggio del 2015 quando un’indagine della guardia di finanza aveva evidenziato un ammanco di denaro per la partecipata. Una vicenda che fece molto discutere la nostra città: venivano pagati i servizi cimiteriali dai parenti degli estinti, ma i soldi, invece di finire nelle casse di Apuafarma finivano altrove. Licenziati due dipendenti, oltre a Biagioni anche una collega. Come si muovessero viene ricordato dalla Corte dei conti che ha condannato il dipendente e il direttore.

«Gli ammanchi, osservava la Procura contabile, erano stati resi possibili dal maggio 2008, successivamente all’installazione del registratore di cassa, a seguito della mancata emissione degli scontrini fiscali da parte degli operatori: il cliente presentava una nota di pagamento da parte del cassiere che la sottoscriveva, mentre alla ‘ricevuta’ non veniva allegato alcuno scontrino, sebbene il cliente avesse pagato regolarmente il servizio richiesto. Sicché alla fine della giornata l’addetto all’ufficio di polizia mortuaria emetteva un numero di scontrini non corrispondente alla quantità di pratiche effettivamente evase, ma sempre in numero inferiore. Per quanto riguarda questa condotta – si legge nella sentenza - Biagioni era stato condannato dal Tribunale di Massa a due anni e 5 mesi di reclusione».

«La Procura contabile – prosegue la Corte dei conti – prospettava anche una responsabilità sussidiaria, a titolo di mancata vigilanza, gravante su Buffoni, che aveva svolto la funzione di responsabile amministrativo dell’azienda speciale dal 1998 al 2009». La Corte dei conti ha quindi respinto ogni istanza e ha condannato Biagioni a titolo di responsabilità principale dolosa di 403mila euro, Buffoni, per la mancata vigilanza, al versamento di un importo di 250mila euro.