Disperazione tra i gestori degli stabilimenti balneari dopo la tromba d’aria
Disperazione tra i gestori degli stabilimenti balneari dopo la tromba d’aria

Carrara, 16 novembre 2019 - «Siamo in ginocchio : dateci una mano con la ricostruzione». Questo è il pensiero comune dei balneari che ieri mattina all’alba, intorno alle 4,45, sono stati travolti da una tromba d’aria. Il tremendo vortice è partito dalla spiaggia e ha colpito in maniera ingente il bagno Polda, l’hotel Atlantic e il bagno Venezia. Danni più lievi sono stati registrati al circolo di tennis e alla scuola di scherma. La furia dell’aria ha poi colpito un’abitazione in via Maggiani: metà tetto è stato scaraventato via dal vento. I marinelli si sono svegliati con questo tragico evento: raffiche di vento e pioggia hanno portato distruzione nella via dei bagni. A una prima stima, si conta quasi mezzo milione di euro di danni complessivamente. Viale Vespucci è stato transennato perché l’hotel Atlantic ha perso parte di copertura di eternit che staccandosi è finito sulla strada. Sul posto sono intervenuti polizia e vigili del fuoco.

Racconta la sua mattinata Valeria Dell’Amico del bagno Polda: «Ho da poco rinnovato la parte che dà sul mare, ho investito 300mila euro e avevo inaugurato il ristorante il 22 giugno scorso. Sono stata avvertita da mio padre che qui era successo un disastro. Immediatamente mi sono precipitata a vedere cosa è successo e davanti a me c’era un disastro: la sala che avevo rinnovato aveva il tetto completamente scoperchiato, l’acqua arrivava alle prese della corrente elettrica, i tavoli galleggiavano, posate, bicchieri in acqua. Ora devo controllare la cantina dei vini, visto che anche quella ha preso acqua. Non solo questo: la furia del vento ha sradicato il pavimento in ceramica che era saldato sulla terrazza, anch’essa completamente rinnovata. Il vento ha portato via un gazebo dalla terrazza ed è andato a sbattere contro le cabine. Un vero incubo. Ora stiamo contando i danni, credo che saremo sopra i 100mila euro. Sono veramente amareggiata, avevamo aperto questo ristorante perché potevamo dare un servizio ai marinelli e a chi voleva vivere anche il mare d’inverno, da domani eravamo aperti anche al mattino. Ora dobbiamo rimboccarci le maniche e ricostruire. Fa davvero male, era tutto nuovo, aveva soltanto alcuni mesi. Quello che chiediamo adesso all’amministrazione è di snellire le pratiche per la ricostruzione, altrimenti sarà davvero dura rimettersi in piedi».

Ha subito ingenti danni anche il bagno Venezia, con Stefania Frandi , presidente regionale del Sib-Confcommercio Toscana: «Dalle 7 di mattina stiamo cercando di rimettere in piedi il bagno. Siamo i terzi in ordine di danni subiti. In particolare noi siamo stati interessati dalla furia dell’aria che si è rovesciata sulle nostre cabine. A una prima stima possiamo dire che abbiamo un danno di 50mila euro, ma dobbiamo ancora vedere nel dettaglio. Ora chiediamo che si lavori per snellire le pratiche per i crediti e conseguentemente per le ristrutturazioni».

Scioccato da quanto avvenuto è Michele Petrucci dell’hotel Atlantic, che tre anni fa aveva subito un’altra calamità naturale: il vento e l’acqua avevo distrutto la vetrata del ristorante. «La nostra sala da pranzo è stata completamente cancellata dal vento. Anche il tetto è stato scoperchiato dalla tromba d’aria. Ora ci sono soltanto macerie. Fortunatamente non c’era nessuno. Nella parte delle camere non ci dovrebbe piovere, abbiamo messo le coperture. A una prima stima di danni siamo oltre i 100mila euro. Dateci una mano a snellire le pratiche per rimetterci in piedi, non chiedo soldi, altrimenti sarà davvero dura. Siamo aperti dal 1962, ma non avevo mai assistito a un fenomeno del genere».
Ha visto quanto accaduto alle prime luci dell’alba Renato Pasquinelli del bagno Universo: «Io stavo dormendo qui, verso le 5 meno un quarto ho iniziato a sentire un forte rumore, poi ho visto la forza del vento. Davvero impressionante. Il fenomeno è durato pochissimo, una manciata di secondi. Poche ore dopo sono andato a parlare con i miei colleghi e mi hanno raccontato che hanno avuto ingenti danni, addirittura alcuni pezzi del tetto dell’Atlantic sono andati a finire alla scuola della scherma e al circolo di tennis. Davvero impressionante».

Chi invece può considerarsi fortunato è il bagno Doride, che è stato sfiorato dalla furia della tromba d’aria. «Fortunatamente – racconta il dipendente Francesco Ciancianaini – noi siamo stati interessati relativamente dalla furia dell’aria. A parte alcuni tavoli della terrazza e sedie fatte volare via, non ci sono stati danni alla struttura. Abbiamo qualche cabina rotta dalle tegole che sono volate via dal bagno Polda, ma il resto non ha subito ingenti danni». Nessun danno è stato registrato al Club Nautico grazie agli ormeggiatori che hanno vegliato tutta la notte sulle banchine per evitare danni alle imbarcazioni.
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