Da sinistra Filippo Tincolini di Marti con Enrico Dini di Pontedera e Giacomo Massari: dietro l’arco realizzato
Da sinistra Filippo Tincolini di Marti con Enrico Dini di Pontedera e Giacomo Massari: dietro l’arco realizzato

Carrara, 21 gennaio 2017 - L’ARCO di Palmira realizzato dalla Torart di Torano tra le opere più emblematiche del 2016 secondo il New York Times. Una delle testate più prestigiose al mondo, ha stilato una classifica delle opere d’arte più emblematiche dell’anno appena trascorso. Sul podio troviamo l’installazione «The Floating Piers» degli artisti Christo and Jeanne-Claude sul lago di Iseo, accanto troviamo «Unnamed Work» dello street-artist francese JR per le Olimpiadi di Rio e la replica dell’Arco di Palmira realizzata dalla Torart, installata prima a Trafalgar Square a Londra e poi al City Hall Park di New York, nel cuore di Manhattan.

L’Arco di Palmira, distrutto dall’Isis a fine del 2015, è ormai diventato il simbolo della rinascita, della ricostruzione e conservazione delle opere appartenenti al patrimonio dell’umanità e alla storia della civiltà che altrimenti andrebbero persi e dimenticati. In occasione del World Heritage Strategy Forum, tenutosi all’Harvard University a Cambridge, nel Massachusetts (USA) dal 9 all’11 settembre 2016, organizzato dal Institute for Digital Archeology, con il supporto dell’Unesco e Dubai Future Foundation, Giacomo Massari, in rappresentanza di Torart, ha partecipato alla conferenza tra gli speakers e i panelist mondiali di stampa 3D in larga scala e l’uso delle nuove tecnologie nella ricostruzione e riproduzione di importanti «pezzi di storia».

Torart è collocata nel cuore delle cave di marmo, specializzata in scultura, arte contemporanea e design. Guidata da due giovani imprenditori, Giacomo Massari e Filippo Tincolini, grazie alle più avanzate tecnologie, è capace di tradurre nella sua forma tridimensionale qualsiasi immagine senza porsi limiti di materia o dimensione. La fase di rilevamento della forma consente di mantenere le proporzioni dell’oggetto in maniera scientifica: una volta che l’oggetto da replicare sarà in digitale potrà essere rimodellato per renderlo totalmente personalizzato e verrà utilizzato per costruire, attraverso i macchinari, un vero e proprio clone mantenendo pur sempre una linea filologica con l’originale. Il laboratorio realizza sia opere seriali sia pezzi unici: dall’arte al design d’autore e industriale. Grazie alle nuove tecnologie e alla sensibilità per la memoria e la restituzione del patrimonio culturale, Torart si rende nuovamente attiva per sottolineare l’importanza della riproducibilità di alcune opere il cui valore altrimenti andrebbe perso. In questa factory si fondano i metodi di lavorazione tradizionale del marmo, pietre e altri materiali, con le più avanzate tecnologie come scanner, stampanti 3D e robot antropomorfi.