
Militari della Guardia di Finanza
Massa Carrara, 4 giugno 2024 – Pozzi realizzati senza autorizzazioni dai quali veniva prelevata abusivamente acqua pubblica, violazioni amministrative per oltre 960mila, oltre all’evasione dei canoni demaniali per ulteriori 600mila euro.
È quanto scoperto dalla Guardia di finanza, sezione operativa navale di Marina di Carrara, a carico di alcuni stabilimenti balneari della Versilia e di Marina di Massa, nell’ambito di un’operazione denominata ’Aqua munda’ (acqua pulita). La realizzazione di impianti di pozzi è disciplinato da specifiche normative, sottolinea la Guardia di Finanza, e la violazione di tali norme ha ripercussioni sia dal punto di vista erariale, per il mancato versamento del previsto canone idrico, che dal punto di vista sanitario riguardo l’impiego di acqua estratta da falde sotterranee difforme, per caratteristiche chimico-fisiche, rispetto all’impiego cui viene destinata.
Durante i controlli è stato inoltre riscontrato il prelievo di acqua sotterranea anche all’interno ex siti di interesse nazionale e regionale, soggetti ad apposito intervento di bonifica nei quali i prelievi risultano assolutamente vietati. L’attività ha favorito un incremento esponenziale, da parte degli stabilimenti balneari, delle istanze di regolarizzazione delle concessioni sui cosiddetti pozzi che avrà, tra gli esiti, verosimilmente la razionalizzazione del patrimonio idrico e la regolarizzazione dei previsti canoni di concessione, precedentemente evasi. Conseguenza derivante dalla regolarizzazione degli emungimenti, osservano ancora le Fiamme Gialle, è stata quella di osservare, in alcune aree, la riduzione del consumo e l’adeguamento degli impianti attraverso l’installazione dei contatori dei prelievi, in modo da monitorare nei prossimi anni gli effetti anche da un punto di vista geologico.
Non mancano le reazioni. Dura la presa di posizione di Aduc. "Alcuni balneari – sottolinea l’Associazione per i diritti degli utenti e consumatori – che gestiscono illegalmente le spiagge pubbliche in Toscana, oltre ad essere di fatto diventati padroni di questi arenili, sono un po’ particolari. Non contenti del fatto che l’amministrazione regionale, quando e se ci saranno le gare previste da normativa europea e italiana, si appresti a dar loro compensi milionari a chi, tra loro, non avrà le caratteristiche per aggiudicarsi le concessioni, sembra che abbiano gestito il proprio business in modo illegale come dimostra l’operazione della Guardia di Finanza sulla costa apuoversliese. Pozzi realizzati senza autorizzazioni dai quali veniva prelevata abusivamente acqua pubblica, violazioni amministrative, oltre all’evasione dei canoni demaniali. Lo Stato, quindi, diventa ’cornuto e mazziato’. Cornuto perché non si rispettano le sue leggi e quelle europee per le concessioni demaniali, mazziato perché – ’sport’ diffuso non solo in questo ambito – appena possono gli fregano ulteriori soldi e risorse. Una vicenda che deve far molto riflettere gli amministratori pubblici".