Porto, al via il dragaggio. Tonnellate di sabbia per il ripascimento della costa massese

Con 6,5 milioni di euro l’Autorità portuale ha previsto un intervento di rimozione di 300mila metri cubi di arenile dai fondali dell’imboccatura .

Porto, al via il dragaggio. Tonnellate di sabbia per il ripascimento della costa massese
Porto, al via il dragaggio. Tonnellate di sabbia per il ripascimento della costa massese

Il porto di Marina ha bisogno di liberare i fondali, di togliere la sabbia in eccesso per migliorare la navigazione in ingresso e all’interno e l’Autorità portuale ha preparato un piano da 6,5 milioni di euro che prevede la rimozione di circa 300mila metri cubi di sabbia. Sarà utilizzata in parte per il ripascimento di 3,3 chilometri della costa massese, tra le foci del fosso Ricortola e del fosso Brugiano, e altri 190mila metri cubi da rilasciare al largo, oltre le 3 miglia dalla costa. Il progetto, che ricalca in parte quanto fatto nel 2020 e prevede un intervento distribuito su 430mila metri quadrati di superficie areale, è stato sottoposto alla Regione Toscana e dall’inizio di novembre si trova nella fase di valutazione di assoggettabilità a Valutazione di impatto ambientale.

In sintesi, si tratta del dragaggio per il mantenimento della funzionalità e della fruibilità del porto di Marina, in particolare il canale di accesso e darsena portuale, necessario per assicurare la navigabilità nell’ambito portuale. La scelta sull’utilizzo delle sabbie, fra ripascimento e scarico in alto mare, deriva dalla caratterizzazione già effettuata nel 2021 poi suffragata dal documento di validazione di Ispra in sinergia con Arpat e confermata dalla ulteriore campagna di aggiornamento effettuata ad agosto. In pratica l’Autorità Portuale ha bisogno di raggiungere una profondità navigabile delle aree di interesse di 11 metri sotto il livello del mare e di 10 metri per le zone di margine del canale di accesso, in prossimità dell’imboccatura e nella zona settentrionale del bacino portuale.

L’intervento di ripascimento è di tipo sommerso. La sabbia non viene portata direttamente sulla linea di costa, a compensazione dell’arenile mancante, ma viene rilasciata qualche metro più al largo. L’obiettivo di questo tipo di ripascimento è duplice, nelle intenzioni del porto: dare un contributo positivo, anche nel medio e lungo termine, alle spiagge; determinare, nel breve termine, una riduzione delle quote batimetriche ricostituendo così i fondali erosi negli anni e di conseguenza spostando ed ampliando verso il largo la zona dei frangenti. Questa scelta, sottolineano i progettisti incaricati della Modimar Srl, dovrebbe incrementare i fenomeni di dissipazione dell’energia associata al moto ondoso riducendo i processi erosivi slla costa che altrimenti, in occasione delle mareggiate più intense, possono interessare e coinvolgere non solo le infrastrutture balneari, ma anche la retrostante strada litoranea. Inoltre questa sabbia sarebbe "una preziosa riserva di materiale a beneficio del litorale" a sud est, trasportata dalle correnti marine "fornendo nel medio e lungo termine un contributo di bilancio positivo nei confronti dei fenomeni di erosione che interessano la fascia litoranea posta più a sud-est di quella direttamente interessata dall’intervento". Non tutta la sabbia dragata sarà portata qua, perché la qualità non sempre è idonea come dimostrano le analisi. Saranno portati 150mila metri cubi e si tratta di arenile con una qualità migliore, con una concentrazione di pelite (una sorta di sedimento fangoso) inferiore al 25%. Il resto, 190mila metri cubi, andranno al largo. Costo totale oltre i 6,5 milioni di euro e durata del cantiere prevista di 229 giorni.