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23 mag 2022

"Papà è qui che lavori?": Asti apre all’esterno

Una giornata di visIte nei padiglioni della multinazionale di Avenza che fa conoscere come nascono le megaturbine dirette in tutto il mondo

23 mag 2022
alfredo marchetti
Cronaca
Famiglie, parenti e amici dei dipendenti in visita ai padiglioni. industriali. della Asti
Famiglie, parenti e amici dei dipendenti in visita ai padiglioni. industriali. della Asti
Famiglie, parenti e amici dei dipendenti in visita ai padiglioni. industriali. della Asti
Famiglie, parenti e amici dei dipendenti in visita ai padiglioni. industriali. della Asti
Famiglie, parenti e amici dei dipendenti in visita ai padiglioni. industriali. della Asti
Famiglie, parenti e amici dei dipendenti in visita ai padiglioni. industriali. della Asti

di Alfredo Marchetti

"Cos’è quel macchinario papà?". "E’ qui dove passi il tempo?". Voci di bimbi, suoni insoliti tra quelle mura, arricchiscono il mega capannone di ‘Asti’. Durante il turno i dipendenti hanno la compagnia di rumori di macchine e procedure dettagliate al millimetro, oggi la scena è conquistata da passeggini, nonni, mogli o semplici amici. Grande apertura alle famiglie dell’azienda Asti di viale Zaccagna, nella zona industriale della città del marmo, sulla falsariga di Adriano Olivetti, l’imprenditore illuminato che sognava una fabbrica a misura d’uomo.

Per tutta la mattinata sono stati gli stessi dipendenti a fare da ciceroni ai loro parenti, per far comprendere meglio il loro lavoro, l’occupazione che permette di avere il pane sul tavolo e far studiare i figli.

Cercare di raccontare dove papà passa 8 ore al giorno non è semplice, soprattutto se l’azienda per la quale lavori si occupa di manutenzione e revisione di turbine di motori di aereo applicati alla creazione di energia elettrica per gli stabilimenti industriali di tutto il mondo. Meglio quindi far vedere a mamma e nonno direttamente in azienda di cosa ti occupi.

Il colosso ‘Asti’ ha aperto i battenti nel 2019, rilevando i capannoni di Gaspari Menotti. Il superpolo tecnologico Aero service technologies Italy è una società italiana del gruppo internazionale Aero Alliance, che è poi una joint venture a pari quote fra due colossi, ossia Baker Hughes e Ge Power. In questi due anni l’azienda, nata nella zona industriale di Massa, ha avuto una costante crescita e dai 70 dipendenti iniziali siamo già arrivati a 90 con piani ancora di crescita. Tutti assunti nella nostra provincia. Questo grazie a un mercato costante nel tempo: la manutenzione sulle turbine viene effettuata sia sulle vecchie che in quelle nuove. Un colosso che guarda anche all’ambiente, visto che le stesse turbine sono alimentate a gas, quindi la mission aziendale è già al passo con i tempi.

Nei 16mila metri quadrati coperti (36mila metri quadri in totale) si lavora per il mercato mondiale, con i due partner che si servono del polo di viale Zaccagna per assistere i loro clienti. Coinvolti alla mattinata anche ‘Unigum’, azienda fiorentina che si occupa di dispositivi di sicurezza, ‘Hera ambiente’ e l’associazione ‘Un cuore e un mondo’, per sensibilizzare sui temi dell’impatto ambientale, per la parte della salute e della sicurezza. La realtà imprenditorale nata da pochi anni, ma già molto attiva sul mercato guarda però anche al tessuto sociale della provincia.

Da poco è stato attivato un progetto con la Provincia e le istituzioni locali al fine di creare eventuali corsi di formazione che portino gli studenti di oggi, tecnici del domani, a conoscere durante la didattica cosa potrebbero essere chiamati a fare se entrassero dai cancelli di viale Zaccagna. Basti pensare che la settimana scorsa l’ufficio delle risorse umane della realtà nata dalla joint venture ha incontrato i professori delle scuole e sette giorni prima i presidi. L’obiettivo è entrare nelle scuole medie per invogliare i ragazzi a scegliere una carriera tecnica che assicuri un lavoro solido.

Da ultimo non sono stati pochi problemi nel reperire dipendenti specializzati e tecnici in grado di far fronte ai numerosi compiti della produzione. Da qui il sollecito alle scuole a fornire giovanitecnici specializzati da inserire nella produzione della multinazionale.

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