Oltre 14mila pasti caldi all’anno gratuiti. La mensa di Marina al servizio dei poveri

Numeri importanti per la realtà di via Bassagrande che dal 2004 sostiene i più sfortunati. "Aumentate le persone del luogo"

Oltre 14mila pasti caldi all’anno gratuiti. La mensa di Marina al servizio dei poveri

Oltre 14mila pasti caldi all’anno gratuiti. La mensa di Marina al servizio dei poveri

Quaranta pasti caldi tutti i giorni per un totale di oltre quattordicimila coperti gratuiti all’anno. E la maggior parte sono per i nostri concittadini. Parliamo della mensa dei poveri della chiesa della Santissima Annunziata di via Bassagrande, che dal 2004 si occupa di far mangiare le persone che non si possono permettere neppure un piatto di pasta in bianco. E da qualche giorno la struttura metterà a disposizione degli ospiti anche una lavatrice e un’asciugatrice, donate entrambe da due diversi benefattori. Le macchine serviranno a lavare e asciugare gli asciugamani di chi usa le docce di via Bassagrande, ma anche gli abiti di chi una lavatrice non può permettersela. Insomma, un aiuto in più per chi è in difficoltà. Ieri mattina abbiamo fatto un giro alla mensa per capire come funziona, accompagnati dalla responsabile Imma Annunziata e da don Cesare Benedetti. Presenti anche la vice sindaca e assessore al sociale Roberta Crudeli, e i consiglieri di maggioranza Luca Vinchesi e Augusto Castelli.

A piano terra la cucina è attrezzata come un vero e proprio ristorante, e alle 9,30 del mattino si sente già il profumo del minestrone. I primi ospiti cominciano ad arrivare alle 11,45, e la cucina è aperta fino alle 12,45. Ci lavorano a titolo gratuito un centinaio di volontari e quattro borse lavoro pagate dal Comune di Carrara. Alla mensa della solidarietà non manca niente, c’è la cella frigo, ci sono i congelatori, lo scaldavivande e tutto l’amore dei volontari guidati da Roberta Tessa, Lucilla Baracchini e Giovanni De Cesari. Sono tutti loro che si occupano di impiattare e servire a mensa. "Dopo il Covid c’è stata una tendenza al ribasso – spiega don Cesare –, prima servivamo quasi novanta pasti al giorno. Adesso sono diminuiti gli stranieri, ma in proporzione sono aumentati gli italiani e le persone del luogo. Se la mensa fosse più centrale farebbe numeri ancora maggiori, anche se molti non hanno il coraggio di venire".

La mensa dei poveri o della solidarietà, come preferisce chiamarla Imma, vive grazie ai benefattori che donano il cibo e al finanziamento da 25mila all’anno del Comune di Carrara, che a breve diventerà da 40mila. E poi ci sarà un intervento al primo piano finanziato dal Comune con fondi del Pnrr (chiesti dell’Ambito), per creare quattro posti letto per chi non ha un tetto sulla testa. Un modo concreto per venire incontro a tutte le famiglie in grande difficoltà. E che, purtroppo, sono sempre in aumento anche a Carrara.

Alessandra Poggi