CRISTINA LORENZI
Cronaca

"Non tutti gli stalker sono mostri". Progetto per riabilitare gli uomini. Il Pur per evitare le recidive

Cataldo Scavuzzo e Francesca Menconi del Centro antiviolenza hanno parlato del recupero dei maschi violenti "Spesso dietro a un compagno aggressivo c’è un ex bambino che va aiutato con un percorso ad hoc".

"Non tutti gli stalker sono mostri". Progetto per riabilitare gli uomini. Il Pur per evitare le recidive

"Non tutti gli stalker sono mostri". Progetto per riabilitare gli uomini. Il Pur per evitare le recidive

Gli obiettivi sono tre: consentire una migliore protezione delle donne, assicurare l’ascolto nel Centro antiviolenza ed evitare le recidive. Così il Pur, il ’Progetto uomini consapevoli’ punta alla prevenzione dei casi di violenza di genere. Questo spiega il presidente del Pur, Cataldo Scavuzzo, il quale dopo una vita nella polizia, adesso in pensione si dedica ad assistere e aiutare nel percorso di riabilitazione gli uomini che hanno effettuato atti di violenza. "Non sempre dietro a un maschio violento e aggressivo c’è un mostro" spiega Scavuzzo il cui centro è nato nel 2018 da una costola dello sportello ’Donna chiama donna’ diretto da Francesca Menconi. I due operatori hanno avuto modo di illustrare l’importante esperienza apuana a Pietrasanta, nell’ambito del convegno sulla violenza domestica organizzato dalla senatrice Susanna Campione (FdI) che ha presentato una proposta di legge che punto alla prevenzione sui maltrattamenti di genere e alla rivoluzione culturale. Con Francesca Menconi, Scavuzzo ha illustrato l’esperienza apuana, dove gli uomini riabilitati ringraziano per essersi liberati dai mostri interiori che rendevano loro difficile qualsiasi relazione umana.

"Non sempre – ha dichiarato Scavuzzo – dietro un uomo violento c’è un mostro. Spesso si cela un bambino che a sua volta ha subito violenze o ha avuto esperienze familiari di violenza. Pertanto il Pur assiste queste persone che decidono di intraprendere un percorso riabilitativo con personale specializzato, psicologi, counselor che aiutano a far cambiare mentalità e abitudini ai fini di proteggere maggiormente le donne e aiutare gli uomini a uscire dalla spirale di violenza. "Spesso questi uomini riescono a recuperare rapporti interrotti come quello con le figlie. La prevenzione è fondamentale in questi casi, dal momento che non sempre gli strumenti che ci mette a disposizione la legge sono attuabili e presentano soluzione. Mi riferisco ai braccialetti elettronici – continua l’intervento di Scavuzzo – di cui le forze dell’ordine non sempre sono dotate. Basti pensare che in Italia ne sono stati acquistati 4mila, mentre in Germania ce ne sono 40mila. Questi uomini non sono malati, sono soltanto persone che hanno bisogno di un adeguato percorso psicoeducativo per tornare alla normalità. Si tratta di un fattore culturale. Se un terzo delle donne subisce violenza, non possiamo pensare che un terzo degli uomini sia malato. Si tratta di abitudini e comportamenti sbagliati".