I crocieristi  fanno tappa anche al porto di Marina di Carrara
I crocieristi fanno tappa anche al porto di Marina di Carrara
Marina di Carrara, 5 settembre 2019 - «BASTA navi da crociera. Non possiamo più continuare ad accoglierle in queste condizioni. I residenti non possono più pagare un prezzo altissimo per un vantaggio di pochi addetti ai lavori». A denunciare quella che, a suo parere, è diventata una situazione ormai ingestibile è un nostro lettore, Giuseppe Chiappuella, di professione chimico industriale. «Anche ieri - ci scrive - è rimasta ormeggiata per almeno 10 ore nel nostro porto una nuova, enorme nave da crociera. Come già avvenuto in precedenza, le ciminiere di questa imbarcazione hanno rilasciato nell’aria dei fumi estremamente maleodoranti ed insalubri. Questo perché una nave del genere deve tenere i motori accesi per far funzionare e garantire i servizi di bordo. In questo modo, però, essendo le navi da crociera alimentate da un gasolio molto più sporco di quello utilizzato per le auto, vengono liberati fumi altamente tossici, contenenti ossidi di zolfo, ossidi di azoto, polveri sottili e Co2. Questi veleni, trasportati dalle brezze marine, compromettono la qualità dell’aria, l’ambiente e la salute dei cittadini, soprattutto quelli che abitano in prossimità del porto, che, come nel mio caso, sono costretti a tenere finestre di casa chiuse per tutto il tempo che la nave staziona nello scalo». Chiappuella spiega poi che una soluzione sarebbe possibile, anche se necessiterebbe di importanti investimenti. «I sistemi per evitare di affumicare le abitazioni adiacenti al porto ci sarebbero - dice -. Quello più diffuso, chiamato in gergo cold ironing, consiste nell’elettrificazione delle banchine per alimentare le navi in sosta. Il primo porto ad adottare questo sistema è stato quello di Goteborg, in Svezia, nel lontano 1999, dove è imposto anche ai traghetti ad alle navi porta container. Per sfruttarlo, però, bisogna ammodernare le flotte. In Italia, in base ad una ricerca di Cittadini per l’Aria, soltanto 2 navi su 174 censite hanno già adottato dei sistemi per adeguarsi all’elettrificazione delle banchine. Si tratta di due traghetti della Grimaldi, che possono azzerare le emissioni in porto, grazie alle batterie installate a bordo e ridurle durante la navigazione grazie agli scrubber, filtri che lavano i fumi dagli ossidi di zolfo. Qui a Marina è impossibile continuare ad accogliere queste navi senza predisporre alcun accorgimento. I cittadini hanno già dovuto pagare un tragico tributo al polo chimico in termini di salute e non meritano di essere esposti ad ulteriori emissioni inquinanti, rilasciate da navi che producono un vantaggio economico riservato ai soli addetti ai lavori».