
Da Forno con i mestieranti in cartapesta della Valle del Frigido fino Casette con oltre trenta personaggi in terracotta meccanizzati
La magia del Natale si respira nel cuore della montagna massese. Emerge un chiaro messaggio di pace da quella corolla di borghi, poco distanti dal centro città, aggrappati a speroni rocciosi oppure adagiati in zone di fondovalle, pulsanti di tradizioni, storia, cultura. Paesi che sono già un naturale presepe diffuso, incastonati qua e là tra rocce e declivi di castagni, lecci, frassini, pini e flora mediterranea. Paesi che non si arrendono e che resistono grazie a gruppi di giovani e "diversamente giovani" impegnati a riaccendere il lume della speranza. Forno, Antona, Canevara, Casette, Resceto sono i paesi che riaccendono il cuore delle tradizioni apuane legate ai presepi e diventano luoghi delle sacre rappresentazioni da visitare.
Cominciamo dal millenario paese di Antona che anche quest’anno diventa il ’Borgo dei cento presepi’. Con l’8 dicembre, data dell’accensione della stella natalizia in piazza San Rocco, ispirata al messaggio di pace universale, l’arte presepiale diffusa del Natale antonese riscalda l’anima fino all’8 gennaio. E’ possibile visitare oltre cento presepi esposti ovunque, accompagnati dall’atmosfera calda delle luminarie ed è un evento promosso dai giovani di Antona, attenti alle tradizioni locali . Oggi, alle 14, Babbo Natale aspetta i visitatori nella sua accogliente casa allestita nella storica Casa Piccianti di Antona.
Data significativa anche per Forno, con appuntamento oggi alle ore 15 all’ingresso del borgo montano, partendo dal Ponte dell’Indugio, luogo da dove si snoderà ’La Natività nel villaggio dei mestieri’ a cura dell’associazione Occhioni e Magrini con la parrocchia dei santi Pietro e Paolo e il Museo etnologico delle Apuane. Tante le tappe dove si collocheranno i vari personaggi realizzati in cartapesta e costumi d’epoca, rievocando gli antichi mestieri che hanno caratterizzato la Valle del Frigido. Forno accoglie anche un’altra serie di presepi realizzati da un appassionato, Ennio Fialdini, dislocati nella parte finale di via Pegollo (via Vecchia) e inseriti nella rete Terre dei Presepi di Toscana 90. Lungo l’antica via da molti anni è attivo il laboratorio ’Il Pettirosso’ a opera di alcune ragazze del luogo che lì si ritrovano per creare oggetti unici. Fino al 23 dicembre il laboratorio sarà aperto permettendo a tutti di scoprire e acquistare creazioni originali a sostegno delle attività.
Anche a Casette da un paio d’anni la famiglia di Vincenzo e Maria Piera Antonioli dedica uno spazio sulla collina terrazzata, di oltre trenta metri, alla natività, animato da una trentina di personaggi in terracotta alti 50 centimetri. Si tratta di un villaggio meccanico in miniatura che si attiva elettricamente facendo entrare in funzione tutte le postazioni: dai mulini al pozzo al forno del pane. Si trova in prossimità del cimitero di Casette ben visibile dalla strada, ma per una vista guidata è consigliabile suonare al cancello dei proprietari.
E siamo a Canevara dove, per il terzo anno, amici e vicini di casa si riuniscono per realizzare il presepe con casine costruite tra le mura domestiche. Un presepe che cresce ogni anno e che in questa edizione si concentra nella piazzetta dell’Ardittone. Il percorso, dal ponte alla piazzetta, si snoda in quattro postazioni sul tempo dell’Avvento. Ogni scatola contiene frasi che introducono ad un percorso spirituale fino a raggiungere la quinta porta della Natività. I promotori condividono il progetto con l’Associazione Briciole sul sentiero e ringraziano il vescovo, Mario Vaccari, per la visita dello scorso 7 dicembre e la benedizione al presepe.
Infine, Resceto, con l’associazione Resceto Vive, si sta preparando per la ’Befana vien volando’, con tutte le sorprese e la magia dell’evento ai piedi della Tambura.
Angela Maria Fruzzetti