FRANCESCO MARINELLO
Cronaca

Marmivorismo", Ademei racconta la realtà di Carrara"

Il cantautore carrarese Ademei esplora nel suo album d'esordio "Marmivorismo" la realtà cittadina attraverso struggenti melodie e storie di vita, riflettendo sul rapporto tra uomo, natura e città. Un affresco sincero della realtà con un sound nostalgico e malinconico.

Marmivorismo", Ademei racconta la realtà di Carrara"

Marmivorismo", Ademei racconta la realtà di Carrara"

La realtà cittadina è sempre stata uno dei temi più rappresentativi per varie generazioni di artisti e anche per il giovane cantautore carrarese Francesco Ghio, in arte Ademei, tale soggetto diviene scenario di struggenti melodie e storie di vita. "Marmivorismo" è il suo album d’esordio ed è intriso di numerosi riferimenti riguardanti la nostra città. Disponibile su tutte le piattaforme digitali da alcune settimane, l’opera di Ademei si compone di esperienze vissute in luoghi a noi cari come il centro storico, il porto, il parco della Padula e soprattutto le Alpi Apuane che sono il tema centrale del discorso musicale e poetico dell’artista. Come già si evince dal titolo stesso, gioco di parole che ironizza sugli infiniti movimenti artistici e non, nelle canzoni che compongono il disco si percepisce una critica sociale ed ambientale che colpisce e caratterizza Carrara ormai da diverso tempo.

Ademei cerca di riflettere sul rapporto tra la comunità e la montagna che, seguendo le sue riflessioni, è ormai divenuto un legame meccanico. "Percepisco una mancanza d’identità con la natura - ha spiegato il cantautore - e questo ha portato la città a dimenticare la montagna come tale in favore di un pensiero legato esclusivamente all’industria del marmo". Canzoni come Dal porto, Proprietario, Nella tua lingua propongono proprio questo concetto identitario frutto di un rapporto tra uomo, natura e città ormai rovinato, una prospettiva decadente affrescata da Ademei con occhi nostalgici ma a tratti speranzosi. Proprio come testimonia anche la copertina del disco ad opera dell’artista visuale apuano Foce che rappresenta appieno il rapporto d’amore e distruzione che la nostra società ha instaurato con le montagne.

Il bambino che gioca con le gru tra le cave potrebbe rappresentare una consapevolezza quasi ludica di annientamento, tuttavia con l’augurio di poter tornare ad osservare la natura con occhi da fanciullo per riscoprire dall’origine un sentimento in parte perduto. Il sound nostalgico e malinconico di Ademei rimanda alla musica popolare italiana e sudamericana in cui la forma è legata al contenuto, diventando un affresco sincero della realtà. Presenti anche alcuni riferimenti affettivi alla storica band carrarese Antica Rumeria Lagrima De Oro. "Con le mie canzoni - conclude Ademei - vorrei esortare le persone a raccontare le loro esperienze. Ognuno di noi è legato ad un luogo, bisogna solo trovare il modo giusto per descrivere le proprie emozioni e sensazioni". Dopo il concerto estivo al Circolo dei Baccanali, Francesco Ghio non vede l’ora di continuare a farci ascoltare i suoi racconti d’amore e di fiume.