Lunigiana, "soccorsi a rischio". Due diverse ambulanze per salvare una bimba

La denuncia della madre sui ritardi nell’intervento del medico del 118. Il sindaco Mastrini: "Vitale il medico disponibile a bordo del mezzo"

Un'ambulanza (foto di repertorio)

Un'ambulanza (foto di repertorio)

Lunigiana, 9 febbraio 2024 – La bambina di un anno che si era sentita male domenica a Filattiera è stata dimessa mercoledì dall’ospedale e sta bene. Ma la dinamica dei soccorsi, denunciata dalla madre sui social e rilanciata dal sindaco di Tresana Matteo Mastrini, ha riacceso le polemiche sul nuovo modello di emergenza-urgenza dell’Asl che ha cancellato l’ambulanza con medico a bordo.

Nella riorganizzazione delle centrali operative del 118 gli interventi sono integrati e differenziati su tre livelli: ambulanza infermieristica, ’automedica e l’ambulanza con soccorritori di livello avanzato. Nel caso del soccorso alla bambina inizialmente è arrivata un’ambulanza con solo i volontari a bordo, che si sono trovati di fronte ad un caso drammatico perché la piccola paziente, secondo quanto raccontato dalla madre "aveva gli occhi aperti, ma non rispondeva a nessuno stimolo".

La madre, che è stata volontaria alla Pubblica Assistenza di Aulla, ha dichiarato che tra l’arrivo dei due mezzi però è passato diverso tempo: l’ambulanza 20 minuti dopo la chiamata, l’automedica dopo un altro quarto d’ora. Secondo l’Asl la richiesta di soccorso è stata effettuata con due telefonate distinte al 118 e la centrale operativa Alta Toscana ha attivato alle 14.47 l’ambulanza della Misericordia di Pontremoli giunta alle 14.59, contestualmente è stata fatta partire l’automedica di Pontremoli arrivata alle 15.04. Orari che però la madre della bambina puntualizza: l’allarme è stato lanciato alle 14.44 e alle 14.51.

"Ma i volontari hanno dovuto richiamare per farsi mandare il medico perché la situazione appariva drammatica – spiega – quindi abbiamo riperso più di un quarto d’ora. Infine dopo aver cercato di stabilizzare la bambina siamo partiti in codice rosso per l’ospedale dove è stata ricoverata. Praticamente ha avuto una convulsione e si é ripresa dopo alcune ore".

L’Asl però ribadisce che l’automedica è stata inviata correttamente dalla centrale operativa assieme all’ambulanza e non su richiesta dei volontari come denunciato dalla madre e poi dal sindaco Mastrini. "Per questa missione – sostiene l’azienda – è stata ritenuta necessaria la presenza di un’ équipe medico infermieristica come normalmente avviene in base ai protocolli. Non c’è stato alcun cambiamento nella gestione dei soccorsi che vengono garantiti costantemente con tempi e modalità adeguati alle esigenze dei pazienti".

Il sindaco Mastrini sottolinea che il nodo non è nemmeno sui tempi di intervento, ma il fatto che se fosse subito intervenuta un’ambulanza medicalizzata si sarebbero accorciati i tempi del soccorso. " E’ un dato di fatto che non si presta ad interpretazioni – spiega –. Un altro aspetto da considerare però è l’imprevista indisponibilità dell’auto medica, impegnata in un altro intervento. Per fare riferimento a questo caso l’automedica sarebbe dovuta partire da Aulla, con tutte le conseguenze dei tempi che sarebbero stati dilatati. E’ cambiata dunque la qualità dell’offerta del servizio sanitario. Prima l’ambulanza Mike medicalizzata di Aulla registrava 570 interventi all’anno, quindi vuol dire che era intervenuta in tutte le situazioni in cui non era disponibile l’auto medica". Per il sindaco di Tresana l’attuale offerta in tema di emergenza-urgenza è del tutto insufficiente a coprire un territorio complesso come la Lunigiana.

Non avere un medico sull’ambulanza può determinare conseguenze sulle patologie tempo-dipendenti. Ciò appare ancora più evidente dovendolo poi raggiungere telefonicamente anche da zone con scarsa copertura – prosegue Mastrini –. Di certo il problema non è solo la cardioprotezione proposta da Bezzini, che sicuramente sarebbe ben accetta, ma che non può essere ritenuta sostitutiva del medico a bordo dell’ambulanza. Per fortuna e per questa volta si è evitato il peggio, ma non ci si può affidare alla buona sorte".

Natalino Benacci