La ‘Rotas’ in marmo di Fabio Viale. Un simbolo di Carrara a Miami

La grande opera dello scultore ispirata al rosone del duomo. “Dialogo” tra contemporaneo e antico

La ‘Rotas’ in marmo di Fabio Viale. Un simbolo di Carrara a Miami
La ‘Rotas’ in marmo di Fabio Viale. Un simbolo di Carrara a Miami

‘Rotas’ una delle più imponenti sculture mai ricavate da un blocco di marmo. La grande ruota prende spunto dallo stemma di Carrara ed è arrivata negli Stati Uniti. La mano dell’artista Fabio Viale è tornata nella città apuana, lo ha fatto per lavorare un blocco da 50 tonnellate di bianco ordinario estratto nella galleria di Fantiscritti. Lui che nel 2002 aveva dato vita ad ‘Ahgalla’, una barca in marmo in grado di galleggiare e trasportare persone grazie all’utilizzo di un motore fuoribordo, varata poi nel porto di Marina, ora conservata al museo MudaC. E’ tornato stile, dopo che gli è stata commissionata una grande ruota da installare davanti a un autosalone a Miami in Florida.

"Ho trovato ispirazione dal rosone del Duomo di Carrara, i primi montaggi digitali della scultura hanno preso spunto dal simbolo della città – racconta Fabio Viale –. La mia idea era quella di realizzare un’opera composta da un simbolo contemporaneo e uno antico e farli dialogare insieme, perché quando si riesce a trovare un ponte tra passato e presente la scultura si carica di energia. Così ho pensato a un pneumatico inteso come battistrada e alla ruota come quella nella facciata del Duomo di Carrara".

Tutto è iniziato circa un anno fa. "Un collezionista mi ha contattato – racconta Viale – per commissionarmi una scultura che avesse a che fare con il movimento, con la strada e le macchine. Doveva essere posizionata a Coral Gables, una zona molto trafficata di Miami davanti a una grande concessionaria di auto. Così ho subito pensato al simbolo di Carrara e ho realizzato un modello 3D per vedere se poteva funzionare. Sono rimasto affascinato dal rendering quindi è partita la mia missione. Ho scelto la cava, quella con marmo consistente, grana cristallina e vetrosa per permettere all’opera di resistere agli agenti atmosferici, con un fondo di bianco classico ordinario a macchia aperta, uniforme. Cercavo un blocco che potesse essere svuotato ma mantenesse la sua consistenza".

Così nella galleria a Fantiscritti di Eugenio Dell’Amico iniziano le operazioni di estrazione del grande blocco. Tra le luci dei macchinari il materiale si stacca, le forche della ruspa lo sollevano, Viale osserva perché la sua opera è nascosta lì dentro. Caricato su un camion per il trasporto eccezionale "il materiale è stato trasferito nel laboratorio della ditta Margraf di Vicenza che si è occupata della sbozzatura con un robot per la fresatura, processo complicato visto il numero di colonne e capitelli presenti. Poi abbiamo proseguito con la finitura a mano arrivando al prodotto finale di 12 tonnellate per un’altezza di 3 metri e una larghezza di 1 metro e 35 centimetri. Successivamente al suo interno è stato inserito un perno di acciaio di 25 centimetri di diametro, lungo un metro, del peso di 300 chili, per dare sostegno. Infine, dopo un anno di lavoro, la scultura è stata spedita a Miami".

Un legame forte con la città di Carrara quello di Fabio Viale, un filo diretto con il materiale apuano, soggetto principale di molte sue opere, lui che compone virtuosismi tecnici nel modellarlo. Un illusionista della materia che ricerca un rapporto con i capolavori dell’arte classica, realizzando copie identiche di celebri statue quali la Venere di Milo, il Laocoonte o le opere di Canova, sui cui l’artista sovrascrive nuovi elementi. Nato a Cuneo ma residente a Torino, classe 1974, ha una casa a Pietrasanta dove sta allestendo un parco-museo.