Politeama
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Carrara, 26 gennaio 2019 - «La città ha bisogno di grandi idee: pensiamo al teatro Verdi». La raccolta di fondi con l’Art bonus «per sostituire le imbottiture delle poltroncine del Teatro Animosi, è lodevole, ma mette in luce anche evidenti limiti». Francesca Taliani, presidente della commissione Cultura del Socialisti interviene sul crowd funding per il restauro del teatro e rilancia sul recupero del Politeama. «Se ancora oggi non sono chiare le ragioni della chiusura del 2017 – scrive Taliani – è ancor più sconcertante scoprire che il teatro non si possa riaprire per la mancanza di 60mila euro. Non sono quindi questi i veri problemi. L’amministrazione ha scoperto l’Art bonus, una legge del 2014 del Governo di Centro sinistra e utilizzata, in questi anni, da enti come La Scala di Milano, il teatro Regio di Torino, l’Arena di Verona che hanno raccolto, e ben speso, decine di milioni per interventi di grande portata. Il Teatro Verdi di Pisa nel 2018 ha raccolto mezzo milione».

«Lo stesso strumento è stato utilizzato anche per la Marmoteca dell’Accademia con il restauro dell’architetto Paolo Camaiora. Ci auguriamo che gli imprenditori, che stanno effettuando investimenti dall’accoglienza alla balneazione vogliano concorrere anche se, in passato, inviti ad aderire a simili progetti hanno avuto risposte tiepide e furono lasciati cadere nel vuoto. Si spera che annunci roboanti per progetti minimali non servano a sviare l’attenzione da altri inadempimenti di chi amministra verso “luoghi” della cultura. È il caso del teatro Verdi, che testimonia la carenza di una visione ampia che non si limiti a fare il compitino, perché la cultura ha bisogno di programmazione e le strutture in grado di accoglierla hanno un ruolo determinante. Il Verdi è chiuso da anni e, malgrado le promesse elettorali, nulla si è fatto per una struttura simbolo della passione per la lirica e per la cultura, scelto dagli autori più importanti per mettere in scena i loro capolavori proprio a Carrara, temuto per la preparazione del suo pubblico e capace di confrontarsi alla pari con i teatri di città molto più grandi».

Così Taliani punta a un grande progetto con una raccolta fondi per riportare il ‘Verdi’ a disposizione dei carrarini attraverso importanti donazioni private che consentano di acquistarlo e ristrutturarlo. Non da ieri, la Fondazione Carlo Felice di Genova, quella del Maggio Fiorentino, del Comunale di Bologna hanno utilizzato l’Art bonus per i loro teatri proponendo progetti finanziati dai cittadini e da un’imprenditoria sensibile e lungimirante. Serve un progetto che coinvolga l’intera città e i suoi cittadini più attivi che non si limiti alla fodera delle poltroncine, ma che abbia invece l’ambizione di guardare al futuro a testa alta».