La poesia di Cargiolli alla Versiliana. Una mostra del pittore della magia

Nella villa dannunziana sabato il vernissage dell’artista carrarese. In mostra anche ’Il re’, dipinto giovanile

La poesia di Cargiolli alla Versiliana. Una mostra del pittore della magia

La poesia di Cargiolli alla Versiliana. Una mostra del pittore della magia

Si intitola ‘Il silenzio e l’ascolto. Sotto i sottili fili della memoria’ la mostra del pittore Claudio Cargiolli che sarà inaugurata sabato 13 luglio nella villa del parco della Versiliana a Marina di Pietrasanta. Cinquanta opere inedite olio e tecnica mista su tela realizzate nel corso degli ultimi tre anni, assieme ad alcuni dipinti provenienti da collezioni private. Nella prestigiosa villa che nel 1902 fu la residenza estiva di Gabriele D’Annunzio, sarà esposta anche ‘Il re’, un raro dipinto giovanile di Cargiolli recentemente riacquistato dall’autore e originariamente presentato nel 1971, durante la sua prima mostra alla galleria ‘Il Fillungo’ di Lucca, curata dallo storico dell’arte Pier Carlo Santini.

Cargiolli, che lavora a Carrara ed è uno degli artisti più apprezzati per la tecnica e per una poetica che lo rendono una delle voci più autorevoli della pittura contemporanea, è originario di Ponzanello, un piccolo borgo di Fosdinovo. Ha frequentato il liceo artistico e in seguito l’Accademia di belle arti di Carrara.

Fin dall’inizio privilegia l’immaginazione e la fantasia, lontano da ogni concessione alle mode, ma sempre attento e rigoroso nel ricercare la buona pittura e nello sperimentare le antiche tecniche e gli artifici pittorici a lui più congeniali. Giovanissimo partecipa dal 1968 in poi, a numerose rassegne di pittura. Cargiolli riesce ad assegnare ordine alle sue visioni e forma ai suoi sogni, la pittura prende a consolidarsi proprio nella misura in cui i volumi, le forme e gli oggetti, si collocano sulla tela in un racconto fantastico. Gli accostamenti al limite dell’incongruenza fra scene, visioni e descrizioni diverse, concorrono alla costruzione di una realtà metafisica, soffusa di poesia, irreale e tuttavia rasserenante, pur nella sua impossibilità. Un processo di ricerca e lavoro che si incrementa e si concretizza dalla seconda metà degli anni Ottanta, a partire dalla collaborazione con la galleria Forni di Bologna e dal ciclo di esposizione in Italia e all’estero.