I. sommellier. Sotto a sinistra Camparini e Barbieri, a destra Bellesi e Olivieri
I. sommellier. Sotto a sinistra Camparini e Barbieri, a destra Bellesi e Olivieri
Sessanta vini in gara, tra rossi e bianchi. Domenica, nel castello di Malgrate, si è svolta la manifestazione “Dal ribollir dei tini” e la consegna del premio “Il vino di san Martino” ai migliori bianchi e rossi della vendemmia 2021. Per la categoria dei bianchi sono stati premiati Lino Galeotti, Matteo Del Rio, Mirco Galeotti; per i rossi Nicola Olivieri, Edamo Barbieri, Walter Amadei. La...

Sessanta vini in gara, tra rossi e bianchi. Domenica, nel castello di Malgrate, si è svolta la manifestazione “Dal ribollir dei tini” e la consegna del premio “Il vino di san Martino” ai migliori bianchi e rossi della vendemmia 2021. Per la categoria dei bianchi sono stati premiati Lino Galeotti, Matteo Del Rio, Mirco Galeotti; per i rossi Nicola Olivieri, Edamo Barbieri, Walter Amadei. La competizione era riservata a non professionisti del settore che, a livello amatoriale, producono il vino con vigne coltivate in Lunigiana, sia di vitigni autoctoni, sia di altri vitigni. I vini in concorso erano 57: 36 rossi e 21 bianchi. Nel corso della mattinata sono stati tutti assaggiati dalla giuria composta da quattro esperti sommelier: Mario Lalli, Mario Magnani, Walter Rapalli, Lauro Camparini.

Nel pomeriggio tanti produttori si sono recati nel suggestivo castello del Comune di Villafranca, ma anche curiosi che sono saliti al castello di Malgrate per assaggiare i vini in concorso e apprezzare la bontà della produzione di quest’anno.

C’erano anche il sindaco di Villafranca Filippo Bellesi e la sindaca di Filattiera Annalisa Folloni. Nella piazza del castello la tradizionale castagnata, in parallelo alla rassegna dei vini. Immancabile, in un evento svolto in una cornice storica come il castello, un untrattenumento culturale. In una sala del castello, infatti, si è tenuta una conferenza a cura dello studioso Riccardo Boggi, dal titolo “Santi e la cultura contadina in Lunigiana”. Lo storico ha intrattenuto i partecipanti descivendo la cultura contadina in Lunigiana, soffermandosi in modo particolare sul forte legame che esisteva, fino a qualche decennio fa, attorno a date ricollegabili a festività cristiane come San Martino, Sant’Antonio, San Giovanni.

Nella seconda parte della conferenza sono intervenuti anche i sommelier che hanno hanno sottolineato i pregi e i difetti dei vini assaggiati durante la mattinata, con lo scopo di fornire consigli e suggerimenti per migliorare e perfezionare le produzioni locali.