
Il Museo Memoria e spiritualità al Diocesano
Contenitore di memoria e spiritualità, tempio dell’arte e luogo di meraviglia, il rinnovato Museo diocesano di Pontremoli rappresenta la fotografia dell’anima di un territorio. Incastonato nel Palazzo vescovile, dentro il cuore storico della città che per due secoli ha servito come residenza dei Vescovi della Diocesi di Pontremoli, il Museo ha riaperto i battenti al pubblico, segnando un momento significativo per la comunità locale e offrendo un rinnovato accesso a un patrimonio culturale di inestimabile valore.
Inaugurata nel 2009, la struttura è stata concepita per conservare e valorizzare il patrimonio storico-artistico della Lunigiana, con un’enfasi particolare sulle testimonianze di arte, storia e fede provenienti dal territorio. E alla cerimonia per la riapertura al pubblico ora hanno partecipato il Vescovo Mario Vaccari, la vicesindaca Clara Cavellini, il direttore dell’Ufficio beni culturali della Diocesi don Emanuele Borserini, il direttore del Museo delle statue stele Nicola Gallo, l’esperta di arte sacra Elena Scaravella, il parroco del Duomo don Graziano Galeotti e tanta gente ansiosa di ammirare i capolavori esposti sullo sfondo della grande avventura del cristianesimo nel territorio lunigianese attraversato dalla Via Francigena. Un percorso che nel Medioevo collegava direttamente la Spagna, l’Inghilterra, la Francia e l’Italia.
La più antica testimonianza del cristianesimo locale è la lapide di Leodegar (forse un missionario di stirpe longobarda morto nel 753 d.C.) nella chiesa di San Giorgio a Filattiera. L’iscrizione ci dice che mise a repentaglio la propria vita per rompere gli idoli pagani rappresentati dai menhir, sculture di pietra che vennero riutilizzate nella costruzione delle chiese.
"Questo museo deve mettere a disposizione della gente il patrimonio di arte e fede. Sono felice che questa struttura sia stata riaperta e spero che anche l’episcopio possa trovare una destinazione che offra ai visitatori la possibilità di apprezzare al meglio i valori culturali che sono legati alla sua storia", ha detto il vescovo Mario Vaccari all’inaugurazione del rinnovato museo di arte sacra. Il presule ha ringraziato per la collaborazione la vicesindaca Clara Cavellini e l’architetto Nicola Gallo, direttore del Museo delle statue stele che hanno consentito assieme alla Diocesi di realizzare questo progetto.
Il direttore del Museo diocesano don Emanuele Borserini ha ricordato la sinergia con il Comune di Pontremoli che ha riguardato le cerimonie per i 700 anni del voto alla Madonna del Popolo. Una concertazione che è poi proseguita anche sull’iniziativa ideata da Gallo per visitare 5 millenni di storia su due musei con un solo biglietto. "E’ stato un lavoro anche abbastanza complesso riaprire questo Museo diocesano – ha sottolineato Gallo –. Ora abbiamo l’opportunità di valorizzare due musei e anche un periodo di storia che va dall’età del rame sino alla prima cristianizzazione della Lunigiana per proseguire poi sino al periodo barocco. Speriamo che questa apertura che prende il via provvisoriamente possa trovare solide e futuribili basi". Si prevede infatti un periodo di sperimentazione di due mesi. C’è però fiducia però nel proseguimento del progetto.