
Stefano Solimeo e Massimo De Luigi insieme al vicesindaco di Massa Andrea Cella al lancio dell’applicazione Wegiwe a Palazzo Ducale
Tornare al baratto, come quello di un tempo fra i banchi di scuola. Rispolverare un uso che, con il senno del poi, è metafora di ritorno alle relazioni vere e del riuso consapevole degli oggetti stipati in cantina o abbandonati in soffitta che nelle mani di un’altra persona potrebbero avere una seconda vita. La Start Up Apuana ha applicato il concetto del baratto alla tecnologica dando vita così alla nuova applicazione Wegiwe. Il sito è già in rete e basterà registrarsi per potervi accedere. Inoltre, a breve sarà disponibile anche l’App per android e Apple scaricabile su App Store e Play Store. "L’idea è nata circa due anni fa, quando i miei figli mi chiesero di acquistare alcuni videogiochi in uscita, per non scontentarli mi venne in mente di proporre uno scambio con i loro amici: perché non acquistare tutti un titolo diverso e poi barattarli? Successivamente, ho pensato che potesse essere una formula utile anche per altre famiglie. Così è nata l’idea di una piattaforma online dedicata al baratto. Alla base vi è il desiderio di dare nuova vita agli oggetti anche in disuso: dare valore alle cose, fare in modo che queste non vadano perdute", ha spiegato Stefano Solimeo, ideatore dell’applicazione insieme al programmatore Massimo De Luigi, alla presentazione che si è svolta ieri a Palazzo Ducale alla presenza del vicesindaco Andrea Cella. "Si può navigare all’interno del sito in maniera del tutto anonima e curiosare tra gli oggetti aggiunti dagli altri utenti nella loro vetrina, differenziati sia a seconda della geolocalizzazione sia per categoria. L’utente registrato che avrà creato la propria vetrina di oggetti con un valore specifico per il baratto potrà chiedere uno scambio ad un altro utente. La proposta potrà essere accettata, riformulata oppure rifiutata. Al momento del match tra i due utenti viene rilasciata una pagina comune con le informazioni di contatto in modo da incontrarsi e dare corso allo scambio in presenza". Massimo De Luigi ha aggiunto: "E’ un sistema rapido, diretto e semplice. La ricerca geolocalizzata è estesa a tutte le regioni d’Italia e auspichiamo che quest’idea possa trovare spazio anche sul mercato estero".
"Si tratta di un’idea innovativa la cui sfida ora è quella di entrare nella quotidianità delle persone – ha evidenziato il vicesindaco Cella –. E’ uno strumento informatico che rinsalda i legami autentici tra le persone che si incontrano per barattare gli oggetti, strizza l’occhio ai temi ambientali, e va incontro alle esigenze delle famiglie essendo un servizio completamente gratuito".
Ilaria Vallerini