Studenti in una foto d'archivio
Studenti in una foto d'archivio

Massa, 8 marzo 2019 - «Una volta quando accompagnavi i ragazzi in gita lo Stato ti riconosceva una diaria. Poca roba, 12mila lire al giorno, ma meglio di niente. Ora lo Stato non riconosce nulla. E nei singoli istituti bisogna vedere il Fis, il fondo integrativo scolastico. Sono i soldi usati per le varie iniziative, quindi bisogna vedere gli accordi a cui si è giunti dopo la contrattazione interna e quanti quattrini sono disponibili. Le responsabilità invece sono invariate. Bisogna essere attenti sia di giorno che di notte. E se succede qualcosa l’insegnante che accompagna i ragazzi è subito sotto accusa».

Sembrano parlare quasi la stessa lingua, Lucia Natali (segretaria Cisl Scuola) e Isa Zanzanaini, segretaria Flc (Federazione lavoratori della conoscenza) Cgil. Hanno storie e culture diverse, ma usano più o meno le stesse parole per spiegare perché alla scuola media “Ferrari“ di Marina di Massa non c’erano i docenti sufficienti ad accompagnare a Napoli 110 ragazzi. Proprio l’esigenza di “tagliare” il numero degli studenti che volevano andare a questa gita per adeguarlo ai professori/accompagnatori (solo 8) ha scatenato la polemica che infuria da giorni. La Zanzanaini ieri non ha avuto remore a raccontare di un mondo, la scuola, dove tra i docenti è alto il tasso di “volontariato”.

«Nella mia vita professionale ho visto tende cucite da docenti e collaboratori scolastici, altre lavate in casa dai professori che andavano nell’aula dove c’erano quelle tende. In tanti si sforzano di fare il loro meglio e lo fanno sempre per i ragazzi. Io ad esempio non sono mai andata volentieri alle gite scolastiche ma spesso, alla fine, mi trovavo ad accompagnare proprio le classi più difficili. Ritengo che sia lo Stato a dover intervenire riconoscendo quello che i docenti fanno durante le gite. Bisogna inserirlo nel contratto nazionale della scuola, perchè quando accompagni i ragazzi fuori ti assumi enormi responsabilità. Devi stare sempre attento. E se, sventuratamente, succede qualcosa ad un ragazzo, la famiglia cerca subito un responsabile e il docente accompagnatore è in prima fila».

Anche la Natale conferma che la responsabilità è enorme: «I pulmini delle gite li guidano in due perchè un conducente, a turno, si riposa. I professori invece durante le gite anche di notte devono controllare i ragazzi. In pratica il rischio non è retribuito. Senza dimenticare l’aspetto assicurativo... Questo non significa che non bisogna più fare le gite. Devono far parte di un progetto di crescita del ragazzo, sia sul versante della socializzazione che su quello culturale. E i professori devono accompagnarli. Ma ricordiamoci sempre che di questo progetto educativo devono far parte anche i genitori. Purtroppo, invece, talvolta bisognerebbe fare dei corsi educativi anche a qualche famiglia...».