Fucilati davanti a tutta la popolazione terrorizzata. Omaggio alle cinque vittime della strage di Ponticello

A Pontremoli, Anpi e Istituto storico Resistenza ricordano i cinque martiri fucilati nel 1944 a Ponticello. Commemorazione con messe e deposizione corona d'alloro.

Fucilati davanti a tutta la popolazione terrorizzata. Omaggio alle cinque vittime della strage di Ponticello

Fucilati davanti a tutta la popolazione terrorizzata. Omaggio alle cinque vittime della strage di Ponticello

Comune di Pontremoli, Anpi e Istituto storico della Resistenza apuana, assieme alla Confraternita della Misericordia della S.S. Annunziata, hanno ricordato i cinque martiri dell’eccidio avvenuto il 3 luglio 1944 a Ponticello. Civili innocenti che vennero fucilati sul sagrato della chiesa: due artigiani (i fratelli Giovanni e Vincenzo Sardella), un ferrovierie e un mugnaio (i fratelli Enrico e Francesco Angella), e un contadino (Leopoldo Mori) rastrellati dai nazisti a Lusine e trasportati su un carro a Ponticello, rinchiusi per la notte in una stalla e fucilati al mattino di fronte alla popolazione terrorizzata. Tutti originari della SS. Annunziata di Pontremoli, i cinque erano sfollati nella valle del Caprio. In quei giorni infuriavano i rastrellamenti nazifascisti che avrebbe provocato la morte di centinaia di civili a Valla e a San Terenzo, a Vinca, a Bergiola, alle Fosse del Frigido che si aggiungevano alle stragi di Mommio e Forno.

I cinque erano stati accolti dal cognato degli Angella, Leopoldo Mori, agricoltore a Dobbiana. Qui, in località Lusine, erano stati arrestati da una pattuglia tedesca nel pomeriggio del 2 luglio e trasportati nel paese di Ponticello (Filattiera) su un carro condotto dallo stesso Mori. L’arresto rientrava nell’azione di rappresaglia per l’uccisione di un soldato tedesco. I cinque prigionieri, trascorsa la notte in una stalla del paese, vennero condotti uno alla volta contro un portone di un muro di cinta di una proprietà a pochi metri dalla chiesa del paese e uccisi dal plotone di esecuzione mentre tutta la popolazione locale era costretta ad assistere. L’ultimo a morire fu il più giovane, Giovanni Sardella, che tentò di mettersi sull’attenti ma venne fatto voltare, colpito con una raffica alla schiena e finito con un colpo di pistola alla testa. I cadaveri vennero impiccati a cinque alberi in un campo lungo la strada dove rimasero esposti per tre giorni prima di essere sepolti in una fossa comune dalla quale vennero tratti il 2 giugno 1945, giorno nel quale si svolsero le solenni onoranze, con la traslazione delle salme alla SS. Annunziata di Pontremoli.

Nella chiesa della S.S. Annunziata è stata celebrata una messa in suffragio e commemorata quella lontana ma indimenticabile pagina di storia. Quindi è stata deposta una corona d’alloro al sacrario sulla facciata nord della chiesa con il saluto del sindaco Jacopo Ferri e del priore della misericordia Roberto Bertolini alla presenza del vescovo emerito Eugenio Binini, del parroco don Lorenzo Piagneri e della sindaca di Filattiera Annalisa Folloni. Poi Paolo Bissoli, presidente dell’Istituto Storico della Resistenza Apuana, ha raccontato i fatti di quei giorni. E’ intervenuta la Musica Cittadina diretta da Riccardo Madoni.

Natalino Benacci