di Claudio Laudanna Nca si allarga. Presentato in Comune lo studio preliminare per la realizzazione di un nuovo bacino di carenaggio che gli consentirà di aumentare la propria capacità realizzativa. Tutti i documenti sono consultabili sul sito di palazzo civico e, in attesa della verifica di assoggettabilità alla Valutazione di impatto ambientale e vi si possono fare osservazioni entro 30 giorni. Il progetto, già annunciato da tempo dall’amministratore delegato di ‘The Italian sea...

di Claudio Laudanna

Nca si allarga. Presentato in Comune lo studio preliminare per la realizzazione di un nuovo bacino di carenaggio che gli consentirà di aumentare la propria capacità realizzativa. Tutti i documenti sono consultabili sul sito di palazzo civico e, in attesa della verifica di assoggettabilità alla Valutazione di impatto ambientale e vi si possono fare osservazioni entro 30 giorni. Il progetto, già annunciato da tempo dall’amministratore delegato di ‘The Italian sea group’ Giovanni Costantino sta ora per entrata nella sua fase più importante.

"L’intervento – si legge nel quadro progettuale consegnato in Comune da Nca e redatto dallo studio Tecnocreo - consiste nella realizzazione di un nuovo bacino di carenaggio in testa all’attuale banchina di Ponente. La nuova opera insisterà sul bacino attualmente esistente e formato dalla banchina di Ponente e dalla banchina Chiesa ed avrà una larghezza di 46 metri ed una lunghezza pari di 144. Il bacino di nuova costruzione sarà delimitato da una barcaporta realizzata ad hoc ed occuperà una superficie di circa 7.900 metri".

Per raggiungere questo risultato, che consentirà al cantiere marinello di aumentare ancora le sue possbilità produttive ,si dovranno realizzare lavori molto complessi. "Il cantiere sarà allestito all’interno delle aree in concessione – scrivono i progettisiti -. Prima dell’avvio delle attività, si procederà con la ricognizione dell’area di interesse e si procederà con la rimozione di una parte della scogliera situata sotto la banchina Chiesa e che, date le pezzature, non consentirebbe la corretta infissione della parete combinata. Per questa specifica attività verrà impiegato un moto pontone dotato di escavatore a funi".

Per rendere pienamente funzionate il nuovo bacino sarà necessario procedere a un dragaggio della zona fino a una profondità di 9,5 metri. "ll rilievo batimetrico – spiegano i progettisti - ha riscontrato fondali poco profondi, con valori massima compresi tra 8,5 e 9 metri in corrispondenza della fascia centrale dell’area d’intervento e profondità ridotte vicino le banchine Chiesa e di Ponente (tra i 5 e i 7 metri di profondità). Pertanto, per poter operare con un piano in quota che consenta la regolare esecuzione del solettone di fondo gettato in prima fase, sarà necessario procedere ad un dragaggio del fondale con una produzione di circa 5.500 metri cubi di sedimenti marini, che saranno gestiti come rifiuti e smaltiti in discariche autorizzate".